Comuni del Piemonte a Torino contro la manovra

Lunedì 12 settembre si sono riuniti a Torino, al Centro congressi della Regione Piemonte, gli amministratori dei comuni piemontesi. Il motivo dell’incontro è stato quello di proseguire la mobilitazione già iniziata il 22 agosto contro gli effetti della manovra finanziaria.

L’incontro è stato organizzato dalle associazioni degli enti locali Legautonomie Piemonte, Anci Piemonte, Uncem Piemonte e Anpci , le quali hanno unitariamente collaborato per mobilitare gli amministratori e raccoglierne le istanze.

A presiedere l’incontro i presidenti delle quattro associazioni , i quali precedentemente avevano invitato a partecipare alla mobilitazione anche  i parlamentari piemontesi ,convinti che una loro maggiore attenzione verso gli enti locali e i comuni  fosse un presupposto importante per la modifica della manovra .

Dopo un’introduzione del presidente dell’Anci Amalia Neirotti , hanno preso la parola Lido Riba , presidente dell’Uncem , Franca Biglio , presidente dell Anpci , Umberto D’Ottavio di Legautonomie e Piero Fassino , sindaco di Torino.

Riportiamo alcuni degli interventi fatti in assemblea : per Lido Riba la questione dei tagli agli enti locali viene ridotta in termini propagandistici a un taglio di costi della politica mentre questo in realtà si traduce in un taglio alla democrazia ; è infatti inaccettabile che il Governo immagini una riorganizzazione dello Stato così centralizzata.

Franca Biglio , portando la voce dei piccoli comuni, pone l’attenzione sul contrasto che emerge tra l’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia e l’attuazione di una manovra che va in senso opposto. Le proposte emerse  dall’Anpci  riportate nell’intervento sono quelle di non applicare l’articolo 16, di non svolgere più le funzioni statali,di sollevare il dubbio di incostituzionalità dell’articolo e quella di mantenere un fronte compatto contro le decisioni imposte dalla manovra.

Umberto D’Ottavio per Legautonomie denuncia il mancato ascolto da parte del Governo della protesta degli amministratori e la campagna che è stata fatta contro gli enti locali , auspica una decisa  presa di posizione da parte dell’amministrazione Regionale nei confronti del Governo come già avvenuto in altre parti d’Italia , richiede una piena attuazione del titolo quinto della costituzione.

Conclude Piero Fassino analizzando in primis i costi effettivi della politica a tutti i livelli e le conseguenze dei tagli sulla capacità per i comuni di erogare servizi ai cittadini , invoca poi una necessaria riorganizzazione dell’ammministarzione dei comuni in quanto molti di essi sono a rischio di frammentazione e solo associandosi possono diminuire i costi dei servizi e continuare a garantirli ai cittadini.

Pareggio di bilancio in Costituzione dal 2014

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a due novità costituzionali: il principio del pareggio di bilancio a partire dal 2014 e l’abolizione delle province.

Le norme che impongono il pareggio di bilancio con legge Costituzionale entreranno in vigore a decorrere dall’esercizio finanziario 2014. È quanto prevede l’articolo 4 del ddl costituzionale sul pareggio.

Il testo prevede la modifica di tre articoli della Carta: non solo l’articolo 81, che fino ad oggi prevedeva l’obbligo di copertura delle leggi, ma anche l’articolo 53, sulla contribuzione dei cittadini, e il 119, sul federalismo fiscale.

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Taglio delle province, il testo all’esame in Commissione AA.CC della Camera

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha deciso di abbinare la pdl a firma Vassallo (PD) a quelle già in esame di modifica all’articolo 133 della Costituzione in materia di istituzione, modificazione e soppressione delle province.

Il Presidente Bruno ha spiegato che la proposta prevede la soppressione del riferimento alle province dal testo costituzionale. Viene così prevista al soppressione delle province quali enti costitutivi dello Stato, dotati di una propria autonomia.

L’articolo 3 introduce nella Costituzione l’articolo 115-bis. Il primo comma di tale articolo prevede che le Città metropolitane siano istituite in territori con una popolazione superiore a cinquecentomila abitanti individuati dalla legge dello Stato coincidenti con uno o più Comuni e attribuisce alle Città metropolitane l’esercizio, nel rispettivo territorio, delle funzioni della Provincia e l’acquisizione in tutto o in parte delle funzioni comunali. Il secondo comma dell’articolo 115-bis prevede che le Province possono essere istituite con legge regionale in territori con una popolazione superiore a cinquecentomila abitanti nei quali non è istituita la Città metropolitana, sulla base di criteri fissati dalla legge dello Stato. Nelle Regioni in cui non sono istituite province, si dispone che le relative funzioni siano esercitate dalla Regione. Il terzo comma stabilisce che le Province esercitano funzioni di programmazione e di pianificazione di area vasta conferite dalle Regioni, oltre che funzioni di coordinamento e di collaborazione tra i Comuni per la gestione dei servizi a rete. Il quarto comma reca disposizioni in merito alla formazione degli organi di governo delle Province che viene disciplinata con legge dello Stato. Tale legge può prevedere che il presidente della Provincia sia eletto direttamente dai cittadini. Il Consiglio provinciale è composto dai sindaci dei Comuni del territorio o da consiglieri comunali da essi delegati, i quali esprimono un voto ponderato in base alla popolazione dei rispettivi Comuni. Nelle Regioni in cui non sono istituite Province, si prevede che le funzioni del Consiglio provinciale siano esercitate dal Consiglio delle autonomie locali di cui all’articolo 123, quarto comma della Costituzione.

L’articolo 8 prevede l’abrogazione del secondo comma dell’articolo 132 della Costituzione in materia di distacco e aggregazione di Province e Comuni da una Regione all’altra.
L’articolo 9 modifica il primo comma dell’articolo 133 della Costituzione, nel senso di prevedere che il mutamento delle circoscrizioni delle Province e delle Città metropolitane sia stabilito con legge regionale, nel rispetto del parametri fissati dalla legge dello Stato.

L’articolo 10 reca infine norme di attuazione.
Iter: C1242 e abb. – Soppressione province – Modifica costituzionale: al 7.9.2011 in esame presso la Commissione affari costituzionali della Camera, sede referente, relatore Bruno (PdL)

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Manovra, Filippeschi: “15 settembre mantenere alto livello mobilitazione, consolidare posizioni unitarie. Sindaci speranza cittadini in momento buio”

“Mantenere alto il livello della mobilitazione e quello delle nostre proposte alternative, dell’affermazione dell’autonomia come risorsa responsabile. Questo dev’essere l’impegno dei sindaci e degli amministratori locali per la giornata del 15 settembre. Se siamo coerenti ed incisivi i cittadini si sentono rappresentati, distinguono, hanno una speranza in un momento buio”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, intervenuto stamani a Firenze, nel Salone dei Duegento di Palazzo Vecchio all’assemblea dell’Anci Toscana.

 “Il coraggio dell’autoriforma, le posizioni avanzate e unitarie che abbiamo preso vanno consolidate – ha detto Filippeschi – di certo spingono ad un cambiamento radicale dell’assetto politico. Perché è interesse di tutte le comunità locali, da chiunque governate, riconquistare un governo affidabile nel rapporto con l’Unione europea e nello scenario di una crisi che è globale. Altrimenti gli incubi che viviamo diventeranno un’inevitabile realtà”.