Legge di stabilità 2011, il testo all’esame del Senato

L’aula della Camera ha dato il via libera alla Finanziaria, con 303 sì, 250 no e 2 astenuti, e ha approvato il ddl Bilancio con 282 favorevoli, 225 contrari e 2 astenuti. Il testo è passato ora al Senato: la Commissione bilancio avvierà l’esame in settimana (il 27 novembre alle ore 11 scade il termine per la presentazione di emendamenti) che si concluderà entro il 3 dicembre. L’Assemblea del Senato dovrà concludere le votazioni entro il 10 dicembre.
 

Nel maxiemendamento alla legge di stabilità del Governo è previsto uno stanziamento di 750 milioni di euro, destinati a: interventi a favore delle scuole non statali e private per un importo pari a 245 milioni; alla proroga della liquidazione della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche vanno 100 milioni; 30 milioni sono per il settore editoriale; 25 milioni per il sostegno alle università non statali legalmente riconosciute; altri 350 milioni sono destinati a: adempimento degli impegni dello Stato italiano derivanti dalla partecipazione a banche e fondi internazionali; gratuità parziale dei libri di testo scolastici; stabilizzazione LSU. E’ prevista, inoltre, la proroga di sei mesi delle missioni militari di pace.

Per velocizzare i pagamenti dei Comuni nei confronti delle imprese fornitrici, è stato istituito un fondo nello stato di previsione del Ministero dell’interno con una dotazione di 60 milioni di euro per l’anno 2011 per il pagamento degli interessi passivi maturati dai comuni per il ritardato pagamento dei fornitori. Il Ministro dell’interno individua con proprio decreto, stabilendo modalità e criteri per il riparto del fondo fra gli enti virtuosi, i comuni che, avendo rispettato il patto di stabilità interno nell’ultimo triennio ed evidenziando un rapporto tra le spese per il personale e le entrate correnti inferiore alla media nazionale, possono accedere ai fondo.

Con modifiche al ddl bilancio si prevede: per i trasferimenti erariali compensativi dei mancati introiti ICI: 344 milioni per il 2011; incremento dei trasferimenti in favore delle regioni a statuto speciale (2,5 milioni); incremento delle risorse per l’integrazione europea e le risorse per l’autotrasporto; incremento risorse destinate alle spese di: funzionamento della Camera, Agenzia del demanio, ISTAT e personale degli Ente parco, ISPRA, e Istituto superiore di sanità; contratti di servizio della Rete ferroviaria italiana e del piano di ammodernamento degli autoveicoli dell’arma dei carabinieri.

Legge di stabilità, Filippeschi: molti comuni non riusciranno a rispettarlo

“La legge di stabilità approvata oggi è una grande delusione, una presa in giro per gli enti locali. Dopo tante rassicurazioni sull’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità, che poteva rappresentare la grande occasione per dare respiro ad un’economia ormai ferma, è stata oggi approvata una Finanziaria che taglia e basta, in maniera dissennata e con grande ed evidente confusione”. Commenta così la legge di stabilità approvata oggi dalla Camera Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie e Sindaco di Pisa.
 

“Molti Comuni – continua Filippeschi – non riusciranno a rispettare il Patto di stabilità. L’Europa chiedeva un aggiustamento dei conti, ma con questa finanziaria si sono fatte scelte sbagliate perché la ripartizione dei sacrifici tra Stato ed enti locali è chiaramente a svantaggio solo di questi ultimi. Non liberare risorse che ci sono, per far ripartire un’economia ormai al palo, per il Paese significa sopravvivere e non crescere.

Non si può pensare di far quadrare i conti pubblici a discapito della crescita e dell’innovazione, dell’assistenza sociale e della scuola, dell’università e della ricerca; sono stati ridotti i fondi destinati alla spesa sociale di circa 2 miliardi, quelli per 5×1000 di ben 300 milioni, e vengono tagliati i trasferimenti alle autonomie lasciando il cerino in mano ai sindaci. Ci auguriamo che il testo sia modificato in Senato – conclude Marco Filippeschi – Ma se così non fosse gli amministratori locali saranno pronti a dare battaglia in tutte le piazze del Paese per spiegare ai cittadini perché si troveranno a pagare più tasse pur avendo meno servizi e infrastrutture”.