Filippeschi commenta l’iniziativa del Pd che coinvolge gli amministratori locali

“Finalmente l’opposizione parlamentare prende l’iniziativa e chiama in campo in primo luogo gli amministratori per contrastare le politiche del governo che mettono in crisi le comunità locali”. Così il presidente di Legautonomie Marco Filippeschi commenta la lettera che Pierluigi Bersani ha inviato agli amministratori locali, come già aveva annunciato al convegno annuale di Viareggio, per chiamarli alla mobilitazione contro la manovra economica del governo.

“Bene quindi la lettera di Pierluigi Bersani. Legautonomie chiede a tutte le forze politiche attenzione e, dov’è necessario, urgenti ripensamenti. Gli amministratori locali saranno vicini ai cittadini, per rappresentare la loro insoddisfazione, per la difesa di diritti fondamentali. Il risanamento dei conti pubblici e l’argine al rischio di una crisi finanziaria si devono fare nella giustizia sociale, nel rispetto delle autonomie territoriali sancite dalla Costituzione e perseguendo obiettivi di sviluppo, che hanno nelle città e nei sistemi locali un motore decisivo”.

Il debito delle Amministrazioni pubbliche. Dati Istat

L’ISTAT rende noto che i dati dell’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche per gli anni 2006-2009, trasmessi alla Commissione Europea lo scorso 30 Settembre, sono sostanzialmente in linea con quanto diffuso nel comunicato stampa del 1° marzo 2010. Nel 2009 l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è aumentato di circa 38.200 milioni di euro rispetto all’anno precedente, attestandosi sul livello di -80.863 milioni di euro, pari al 5,3 per cento del Pil (2,7 nell’anno precedente).

I dati del debito delle Amministrazioni Pubbliche per gli anni 2006-2009 sono quelli pubblicati dalla Banca d’Italia . Il debito pubblico alla fine del 2009 è risultato pari a 1.763.559 milioni di euro (116,0 per cento del Pil). Rispetto al 2008 il rapporto tra il debito e il Pil è aumentato di 9,7 punti percentuali.
Secondo le previsioni contenute nella Decisione di Finanza Pubblica e riportate anche nelle tavole della Notifica, per il 2010 l’indebitamento netto e il saldo primario dovrebbero collocarsi rispettivamente al 5,0 e a -0,3 per cento del Pil, mentre il debito aumenterebbe al 118,5 per cento del Pil.

In applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Disavanzi Eccessivi (PDE) annesso al Trattato di Maastricht i paesi europei devono trasmettere due volte all’anno (entro il 1° Aprile e il 1° Ottobre) i livelli dell’indebitamento netto, del debito pubblico e di altre grandezze di finanza pubblica relative ai quattro anni precedenti, nonché le previsioni degli stessi per l’anno in corso.
Nelle tavole sono illustrati gli aggregati di finanza pubblica fondamentali per la policy dell’Unione Europea, compilati in base al Codice delle Buone Pratiche definito dall’Ecofin (Consiglio Economico e Finanziario) nel febbraio 2003.

L’indebitamento netto e il debito delle AP, che rappresentano le principali grandezze di riferimento per le politiche di convergenza per l’Unione Monetaria Europea, sono stimati rispettivamente dall’Istat e dalla Banca d’Italia. Le previsioni dell’indebitamento netto, del debito, della spesa per interessi e della spesa per investimenti, per l’anno 2010 sono prodotte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Federalismo, Filippeschi: “su quello municipale fretta Calderoli appare sospetta”

“Riesce difficile essere d’accordo con il ministro Calderoli e la sua fretta. I comuni sono strangolati dalla manovra centralista di Tremonti. Questo oggi è il problema, evidentissimo e lacerante. Per questo l’accordo non c’è. Sono il 2011 e anche l’anno dopo che premono ai sindaci. Non il 2014, quando si vedrebbero i primi effetti del federalismo municipale.
 

Si nota una fretta sospetta, dunque. Va denunciata con forza. La contraddizione e la forzatura sono insostenibili”. Il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, ha commentato così le dichiarazioni del ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli.

“Il rischio è che si persegua un intento puramente politico, caro alla Lega, di posizionamento in una fase d’instabilità. Con buona pace degli interessi e delle prerogative costituzionali delle autonomie locali e delle comunità che rappresentano”.