Riforme istituzionali/ Senato delle Autonomie, Filippeschi: “E’ precondizione per altre riforme radicali. Ora si faccia sul serio”

10 febbraio 2014 | Pubblicato in: News
“L’avvio di una discussione concreta sulla trasformazione del Senato attuale in Senato delle Autonomie è un’altra risposta attesa da chi rappresenta i territori e una necessità effettiva per dare efficacia alle istituzioni fondamentali, rilegittimandole. Ora si fa sul serio e dunque si possono davvero superare gli scetticismi e i conservatorismi. Non c’è rendita di posizione momentanea che abbia un valore neppure lontanamente paragonabile con l’enorme beneficio collettivo che porterà il superamento del bicameralismo paritario, ripetitivo e dunque dispendioso, non più giustificabile in nessun modo”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e coordinatore nazionale dei Consigli delle Autonomie locali regionali.

“Questa riforma istituzionale è una precondizione necessaria per fare altre radicali riforme, della burocrazia ed economico-sociali. E’ una riforma di stampo federalista, che integrata a quella del Titolo V della Costituzione aiuta a riprendere un percorso contraddetto dall’esasperato centralismo degli ultimi anni – aggiunge Filippeschi – per allinearci ai migliori esempi europei e superare confusione e conflitti istituzionali”.

 

“Sulla composizione del Senato, va tenuta ferma la scelta l’elezione di secondo livello – sottolinea Filippeschi – e poi va scelta una soluzione sobria ed equilibrata. Anche nella recente assemblea nazionale dell’Anci il presidente Piero Fassino ha spinto per la riforma e richiesto a nome di tutti i sindaci la rappresentanza per i comuni. I consigli delle autonomie locali, già istituiti regione per regione in forza dell’articolo 123 della Costituzione, opportunamente rafforzati e resi omogenei possono essere la sede rappresentativa dove si decide questa rappresentanza”.