FOCUS/ Sindaci uniti per la riforma delle Camere. “Serve il Senato federale”

15 aprile 2013 | Pubblicato in: News
Filippeschi: “Primi a volere Camera delle Autonomie”
Anche i saggi incaricati dal presidente Napolitano di ridisegnare il funzionamento delle nostre istituzioni hanno confermato la necessità di una riforma che superi il bicameralismo perfetto del nostro Parlamento, istituendo un Senato delle Regioni e delle Autonomie. Una riforma considerata necessaria, di cui si discute da anni e che mette d’accordo tutti gli schieramenti politici.
Nel Focus di aprile, a cura dell’Agenzia Dire e Legautonomie, sono stati interrogati i diretti interessati, sindaci e rappresentanti delle associazioni degli Enti locali.
FOCUS/ Sindaci uniti per la riforma delle Camere. "Serve il Senato federale"

MARCO FILIPPESCHI

“Noi come Legautonomie siamo stati i promotori di questa proposta, ci siamo battuti fin dall’inizio per l’introduzione di un Senato delle Regioni e delle Autonomie perché riteniamo che ci debba essere una sola Camera legislativa che dia la fiducia al Governo e un Senato delle Autonomie locali”. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, intervistato dalla Dire plaude alla decisione dei ‘saggi’ di Napolitano di inserire il Senato delle Regioni fra le priorità di una riforma costituzionale e auspica un ulteriore approfondimento:
“Se i saggi decidessero di incontrare i rappresentanti dei sindaci – dice – io sarei pronto a sostenere in pieno questa proposta condivisa largamente anche dall’Anci”.
Come primo effetto, continua Filippeschi, nel Senato riformato “i rappresentanti sarebbero quelli delle Regioni e dei Comuni già eletti e quindi non ci sarebbero oneri aggiuntivi per lo Stato. Inoltre, la razionalizzazione del sistema parlamentare darebbe una maggiore velocità, assolutamente necessaria, al procedimento legislativo”.
Filippeschi attribuisce ad un “mancato superamento del bicameralismo antiquato e costoso” gran parte della crisi democratica. Nel merito, “il Senato delle Autonomie diventerebbe la Camera federalista dove si rispecchiano i poteri decentrati dello Stato con una pari dignità su materie che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni ed autonomie locali. E, come ci dicono le ultime ricerche di opinione, i cittadini sarebbero contenti di questa riforma e sappiamo che il consenso sarebbe larghissimo da ogni versante per i suoi effetti sul funzionamento del Parlamento, sulla capacità di produrre leggi e di svolgere le funzioni d’indirizzo e di controllo”.
Insomma, conclude Filippeschi, “Regioni e autonomie locali hanno ragione di sostenere la rappresentanza diretta per la composizione della seconda Camera del Parlamento, perché sicuramente garantirebbe maggiore rappresentatività, concorso e cooperazione effettive per un immediato e continuo rapporto con le comunità”.

SAGGI, ANCI PLAUDE AL SENATO DELLE AUTONOMIE
“È la proposta che abbiamo ribadito in tutte le sedi istituzionali e, da ultimo, ripresa nel documento inviato a tutte le forze politiche che si sono candidate alle elezioni del febbraio scorso”. Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, intervistato dalla Dire (Focus completo su www.dire.it) racconta l’impegno costante dell’ Associazione dei Comuni “per sottoporre al Governo e alle forze politiche proposte sia per la crescita, sia per l’innovazione, sia per le riforme istituzionali. Proposte costruite con esperti, avendo a mente il bene del Paese e non interessi di bottega: proposte concrete in modo da confrontarci non su slogan ma su dati e scelte praticabili finalizzate a migliorare la vita delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini”. E, su questa linea, dice, “abbiamo sempre sostenuto la proposta di riforma per la migliore applicazione del Titolo V e del principio di sussidiarietà, avendo ben presente la necessità di una più chiara distribuzione delle funzioni, delle risorse e delle responsabilità, di una semplificazione istituzionale, di una maggiore efficienza e del risparmio di fondi”.
Secondo il presidente dell’Anci, “l’istituzione delle città metropolitane è l’inizio di questo percorso avviato con i Comuni. Nel gennaio scorso è stata tra le proposte inserite nel testo che abbiamo indirizzato ai candidati alle elezioni politiche 2013, con tutti i temi a nostro parere urgenti: dalla revisione del patto di stabilità alle riforme per le istituzioni del paese.
Dopo la chiara scelta dei saggi a favore del Senato dìfederale, i Comuni, aggiunge Delrio, “chiedono che la nuova legislatura avvii davvero una stagione di riforme costituzionali che preveda il superamento del bicameralismo paritario e perfetto, con la riduzione del numero dei parlamentari, l’istituzione di una Camera politica e il rafforzamento della presenza dei rappresentanti delle autonomie territoriali nel Senato delle Autonomie secondo un modello paritario di rappresentanza degli interessi e dei livelli di governo”.
Il superamento del bicameralismo perfetto attualmente in vigore, secondo il presidente dell’Anci, “garantirebbe al meglio la rappresentanza degli interessi locali e, componendosi il nuovo Senato di amministratori già eletti e compensati con indennità per il proprio incarico, rappresenterebbe un notevole risparmio di risorse. Con una Camera delle Autonomie si completerebbe quindi un sistema istituzionale realmente policentrico che avrebbe a disposizione una sorta di camera di compensazione fra tutti i livelli istituzionali della Repubblica”.

VASSALLO: “CAMERE DIFFERENZIATE, MADRE DELLE RIFORME”

“Penso di essere stato uno dei pochi nel corso della scorsa legislatura ad aver presentato un progetto di legge che va esattamente in questa direzione. Sono soddisfatto che ora Violante sostenga questa proposta perché nella scorsa legislatura quando sollecitavo il Partito Democratico a prendere questa posizione mi veniva sempre risposto che teoricamente era una buona idea ma il gruppo riteneva politicamente più opportuno seguire altre strade”. Così il professore Salvatore Vassallo, costituzionalista, in merito all’ipotesi di Senato federale disegnato dai saggi incaricati da Napolitano di disegnare il nuovo assetto istituzionale.
In precedenza, racconta Vassallo, “il PD ha sempre sostenuto una visione del bicameralismo che sostanzialmente lasciava immutata la differenza dei poteri tra le due Camere. Io invece ho sempre ritenuto che bisogna differenziare il potere delle due Camere e che bisogna trasformare il Senato in una sorta di rappresentanza dei delegati degli Enti locali, già stipendiati come amministratori”.
Ma il professore ha qualche perplessità sulla volontà di portare fino in fondo la riforma disegnata ora anche dai saggi: “Dubito che tale proposta andrà avanti, ma non posso che essere soddisfatto del fatto che la linea del PD su questo punto sia cambiata. Il superamento del bicameralismo paritario e la configurazione di una seconda camera come espressione delle autonomie territoriali costituisce non solo il naturale completamento del disegno di riforma avviato a partire dal Titolo V della Costituzione, ma anche un’esigenza diventata oramai imprescindibile”.
Inoltre, conclude Vassallo, “i nuovi membri del Senato delle Regioni e delle autonomie territoriali non solo dovrebbero essere in numero sensibilmente inferiore, ma potrebbero già ricoprire cariche ad altri livelli di rappresentanza, non necessitando dunque dell’indennità di carica che attualmente i senatori percepiscono”.

COMINCINI: “SENATO FEDERALE SERVE AL TERRITORIO”

“Credo che sia una riforma da fare assolutamente per due ragioni, primo perché ormai il bicameralismo perfetto ha mostrato tutti i suoi limiti: avendo le due Camere gli stessi compiti, fanno lo stesso mestiere e così si allungano solo i tempi per qualsiasi procedimento legislativo, e secondo perché le autonomie locali hanno bisogno di una reale rappresentatività a livello nazionale, che non esiste più da quando il meccanismo di elezione dei parlamentari ha abbandonato il legame con il territorio”. Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio, commenta con soddisfazione la proposta di separare le funzioni delle due Camere del Parlamento: “Deve esserci- spiega il sindaco- una Camera dei deputati con specificità politica rispetto all’azione del Governo e un Senato delle Regioni e delle Autonomie locali dedicato alle realtà territoriali”.

SINDACO CAMPEDELLI: “L’UNIONE FA LA FORZA
“E’ una proposta che sostengo ormai da tempo, per una serie di motivi”. Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, si unisce al coro di chi sostiene l’istituzione di un Senato delle Regioni e spiega: “Innanzitutto credo che sia necessaria una riduzione del numero dei parlamentari e al tempo stesso e’ fondamentale un maggiore coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali nelle questioni nazionali. Il bicameralismo perfetto e’ un sistema ormai superato per la funzionalita’ della nostra democrazia”. Campedelli pensa “sia importante partire da questo per portare avanti la riforma della pubblica amministrazione, che coinvolge le Regioni, le Province e i Comuni e sostenere la gestione associata dei Comuni attraverso la loro unione”.

SINDACO RONCATE: “SENATO VICINO AI CITTADINI

Simonetta Rubinato, sindaco di Roncate, intervistata dalla Dire è “convinta che il Parlamento sia in gravissimo ritardo nel riformare il bicameralismo perfetto del nostro Paese e credo che ridisegnare Camera e Senato sia oggi un’occasione per rendere più funzionale ed efficiente la nostra democrazia parlamentare ma anche per ridurre i costi della politica”.
Spiega la Rubinato: “Abbiamo bisogno di una Camera che si occupi delle questioni nazionali e della fiducia al Governo, una Camera legislativa che abbia comunque un numero più contenuto di deputati, e un Senato che si occupi delle materie legislative per quanto riguarda i rapporti con le Regioni e le autonomie locali con un numero ridotto di rappresentanti. Rispetto alle proposte presentate nella scorsa legislatura io però ritengo che siano sufficienti circa 500 deputati per la Camera legislativa e 80 rappresentati per il Senato delle Autonomie”. Per il sindaco di Roncate, “basta avere un numero adeguato di parlamentari che rappresentino le esigenze del territorio con strumenti opportuni per poter realizzare il loro compito. I risparmi che deriverebbero dal minor numero di parlamentari potrebbero rafforzare i servizi, come i collaboratori che potrebbero dare una mano ai parlamentari a svolgere meglio il loro lavoro”.
Insomma, conclude Rubinato, “bisognerebbe superare il bicameralismo perfetto e avviare anche una riforma del sistema elettorale per investire il deputato eletto di un legame più forte con il territorio”.

SINDACO MORI: “SENATO FEDERALE ORA È POSSIBILE

“E’ una scelta che arriva abbastanza in ritardo rispetto alle passate richieste perché è stata a lungo dibattuta la sostituzione del Senato con un Senato delle Regioni e delle Autonomie locali”. Rossana Mori, sindaco di Montelupo Fiorentino, intervistata dalla Dire saluta con soddisfazione l’ipotesi di istituire un Senato delle Regioni: “La vedo come una riforma parlamentare possibile ed auspicabile per dare voce ai rappresentanti dei territori che sono le persone più vicine ai cittadini e alle loro esigenze, ma anche per cercare di dar loro delle risposte concrete ed efficaci sulle questioni locali”.

Fonte: Agenzia Dire – www.dire.it – http://www.dire.it/home/2304-focus-legautonomie-.dire