Relazione DEF al Parlamento

4 aprile 2013 | Pubblicato in: News
Camera e Senato hanno approvato, in Assemblea, una risoluzione sulla Relazione al Parlamento 2013 concernente l’aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica e il pagamento dei debiti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione (Doc. LVII-bis1), dopo che le Commissioni speciali avevano dato mandato ai rispettivi relatori di riferire favorevolmente sul Documento. Presso le Commissioni congiunte si sono svolte le audizioni di: Banca d’Italia, ISTAT, Ministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli.

La Camera ha approvato la risoluzione che impegna il Governo a:

– verificare che siano realizzate le condizioni affinché l’Italia, dopo aver ridotto il disavanzo al 3 per cento del PIL nel 2012, possa ottenere, nel corso del 2013, una valutazione positiva nell’ambito della procedura europea sui deficit eccessivi;

– operare affinché la nuova «mini» golden rule diventi permanente e sia utilizzata a vantaggio di tipologie di investimenti produttivi che abbiano particolare impatto sullo sviluppo economico dei territori e sulla cura e la manutenzione delle risorse e dei beni pubblici di livello locale;

– adottare un provvedimento d’urgenza per accelerare il pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni con un impatto sull’indebitamento netto previsto in circa 0,5 punti percentuali di PIL, ferma restando la necessità che il medesimo indebitamento netto per l’anno in corso non superi il 2,9 per cento del PIL;

– operare per una vera svolta delle politiche dell’Unione in direzione dello sviluppo economico e della costruzione di un vero bilancio federale;

con riferimento all’imminente provvedimento d’urgenza in materia di pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni:

– predisporre un insieme di interventi di immediata eseguibilità, improntati a criteri di semplificazione e, ove possibile, automatismo, evitando il rimando a ulteriori fonti normative di carattere secondario, allegando al predetto provvedimento un’informativa da aggiornare periodicamente sulla base di tutti i dati che via via si renderanno disponibili in merito all’entità dei debiti commerciali, al loro riparto per enti e livelli di governo, alla loro classificazione fra spese correnti e d’investimento e fra funzioni di spesa, alle date della loro maturazione, all’entità dei debiti che hanno la natura di essere fuori bilancio;

– rendere impignorabili le risorse resesi disponibili per il pagamento dei debiti commerciali e a procedere, per quanto possibile, alla tempestiva erogazione di una prima tranche di finanziamenti alle amministrazioni debitrici, in anticipo sulla registrazione definitiva di tutte le posizioni debitorie che potranno essere coperte dall’intervento;

– verificare la possibilità di graduare l’ammissibilità delle amministrazioni pubbliche al programma straordinario in relazione alla trasparenza e virtuosità dei loro bilanci, e quindi alla natura dei debiti commerciali maturati, in modo da evitare che l’intervento si configuri di fatto come una sanatoria di comportamenti negativi, quali ad esempio l’eccessivo accumulo di debiti fuori bilancio o di contenziosi con i fornitori, e a controllare allo stesso tempo che il programma in questione abbia un impatto territoriale il più possibile omogeneo rispetto alle spese effettive, pur tenendo conto della distribuzione degli stock di pagamenti in essere;

– prevedere l’obbligo per le amministrazioni di predisporre e comunicare, con procedure semplificate e precise scadenze temporali, al Ministero dell’economia e delle finanze l’elenco dei debiti scaduti in ordine cronologico e a vincolare le medesime amministrazioni al pagamento degli stessi utilizzando le risorse che saranno rese a tal fine disponibili, anche prevedendo sanzioni per i soggetti inadempienti e salvaguardando comunque l’esigenza di evitare discriminazioni derivanti dalla collocazione territoriale delle imprese creditrici;

– costruire schemi e soluzioni che tengano conto delle differenti situazioni contabili e di bilancio che convivono nell’universo delle amministrazioni pubbliche italiane, con particolare riguardo a quelle già in possesso di risorse bloccate, nel corso degli anni, dal patto di stabilità interno e a quelle, invece, che hanno bisogno per sbloccare i pagamenti di accedere a liquidità aggiuntiva con scadenze di ripianamento a lungo termine;

– verificare la possibilità, in particolare per i debiti commerciali che derivano da spese correnti, acquisito l’avviso degli enti interessati, di istituire un sistema di pagamenti diretto alle imprese creditrici gestito dallo Stato e operante sulla base di elenchi delle posizioni debitorie predisposto dalle amministrazioni locali;

– monitorare il rispetto degli adempimenti da parte delle amministrazioni beneficiarie, sanzionandone l’inerzia e inserendo elementi cogenti per rendere effettiva, da parte delle amministrazioni, l’adesione al piano straordinario di pagamento dei debiti commerciali;

– introdurre meccanismi di pubblicità, anche attraverso sistemi informatici, delle attività di certificazione dei propri debiti svolte dagli enti locali verso lo Stato, al fine di consentire un controllo diffuso da parte dei cittadini e delle imprese;

– verificare se, in seguito all’intervento sui debiti commerciali, si possano aprire ulteriori spazi per un migliore utilizzo degli istituti già esistenti connessi al patto di stabilità verticale di regioni ed enti territoriali;

– graduare il flusso dei pagamenti accordando priorità a quelli che le imprese non hanno ancora ceduto al sistema creditizio e a verificare l’opportunità, fermo restando il rispetto del criterio del pagamento secondo l’ordine cronologico, di tutelare le situazioni di crisi aziendale sulla base di principi di equità e di solidarietà;

– attivare adeguate convenzioni e sistemi di monitoraggio con il sistema creditizio, aventi la finalità di mantenere a disposizione del sostegno all’economia reale e alle imprese la liquidità che il sistema nel suo complesso verrà a recuperare per effetto del pagamento dei crediti già ceduti, ma anche per effetto, più in generale, del recupero dei margini finanziari da parte dei clienti imprese che hanno subito nel corso del tempo un deterioramento della loro posizione per effetto dei ritardi dei pagamenti pubblici;

– verificare la fattibilità, ove richiesto dalle imprese interessate, di schemi di compensazione con i debiti tributari delle imprese creditrici, nonché ogni altra misura di semplificazione per l’accesso delle imprese al programma straordinario di pagamento, valutando altresì la possibilità di condizionare l’accesso al programma a impegni da parte delle imprese per i loro successivi, e rispettivi, pagamenti nelle filiere della subfornitura;

– chiarire il perimetro di applicabilità del programma straordinario;

– riservarsi ulteriori decisioni in merito a eventuali margini non utilizzati dal programma di pagamento dei debiti commerciali, in particolare di quelli che hanno impatto sull’indebitamento netto, previo accordo nelle competenti sedi dell’Unione europea;

– rideterminare il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, il fabbisogno del settore statale e l’obiettivo programmatico di indebitamento netto in coerenza con quanto indicato nella Relazione al Parlamento. (6-00001) «Giancarlo Giorgetti, Amici, Barbanti, Bernardo, Buttiglione, Di Salvo, Corsaro, Tabacci».

Al Senato è stata approvata la risoluzione n. 2 sottoscritta da tutti i Gruppi ad eccezione del Movimento 5 Stelle che ha presentato e poi ritirato la risoluzione n. 1.

La risoluzione è analoga a quella approvata alla Camera, con ulteriori impegni con riguardo a quanto indicato nella Relazione:

– sul piano dei rapporti con gli intermediari finanziari, congegnare le misure di accelerazione dei pagamenti garantendo che non venga intaccata e, ove possibile, venga migliorata la capacità di affidamento delle imprese;

– rideterminare il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, il fabbisogno del settore statale e l’obiettivo programmatico di indebitamento netto in coerenza con quanto indicato nella Relazione al Parlamento. In particolare:

_ a rideterminare il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato fino a un importo massimo di 31.600 milioni di euro per il 2013 e 29.100 milioni di euro per il 2014, di cui 10.500 milioni nel 2013 e 16.000 milioni di euro nel 2014 per effetto del provvedimento per l’accelerazione dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni esistenti al 31 dicembre 2012;

_ a rideterminare il fabbisogno del settore statale in 73.674 milioni di euro nel 2013 e a 51.387 milioni di euro nel 2014, di cui 20 miliardi per ciascuno degli anni 2013 e 2014 ascrivibili al provvedimento per l’accelerazione dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni esistenti al 31 dicembre 2012.(6-00002) «Bubbico, Azzollini, Bitonci, Lanzillotta, Ghedini Rita, Ferrara Mario, Uras, Fravezzi, Molinari, Rossi Luciano».

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