Filippeschi: “Fiducia in Napolitano. Il Presidente del Consiglio incaricato incontri subito comuni e regioni per Senato delle Autonomie e dimezzamento parlamentari eletti”

26 marzo 2013 | Pubblicato in: News
“Abbiamo fiducia nelle scelte che farà il presidente della Repubblica. In ogni caso chiediamo che il Presidente del Consiglio incaricato incontri subito i rappresentanti delle regioni e dei comuni. I sindaci, in particolare, devono essere protagonisti in questa fase cruciale. Siamo direttamente interessati alla riforma del bicameralismo paritario, un sistema stantio, inefficace e costoso da superare radicalmente, con il dimezzamento conseguente dei numero dei parlamentari eletti direttamente. Ciò secondo un’esortazione più volte ripetuta e motivata proprio dal presidente Napolitano. Legautonomie, nella battaglia per la camera federale che ha fatto in questi anni, ha elaborato proprie proposte di riforma costituzionale e vorrebbe metterle a disposizione del nuovo Parlamento”.
Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie in vista dell’incarico che sarà conferito dal presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo.
Filippeschi: “Fiducia in Napolitano. Il Presidente del Consiglio incaricato incontri subito comuni e regioni per Senato delle Autonomie e dimezzamento parlamentari eletti”

“Il paese ha bisogno di governo, come dimostra la drammatica denuncia fatta ieri dai sindaci italiani con l’Anci – aggiunge Filippeschi – e vanno fatte riforme radicali nei tempi più brevi previsti dalla Costituzione. In primo luogo quelle delle istituzioni su cui la campagna elettorale non è stata centrata, purtroppo, con i risultati che si sono visti. La riforma del Parlamento è essenziale e il presidente del consiglio incaricato dovrà rivolgersi, allo stesso modo, ai cittadini e ai parlamentari. Di certo i cittadini sono in stragrande maggioranza favorevoli al superamento del sistema esistente”.

“E’ il momento per l’istituzione del Senato delle Autonomie, perché regioni e autonomie territoriali abbiano una rappresentanza nazionale espressa direttamente. La sola riduzione del numero dei parlamentari, senza una differenziazione funzionale e definitiva delle due camere, non darebbe una vera riforma – sottolinea il presidente di Legautonomie – sarebbe una mezza riforma, che sacrificherebbe un obiettivo fondamentale. E le riforme incompiute sono già un’enorme palla al piede dell’Italia, che si paga col discredito della politica. Perché di certo i costi più evidenti del sistema vigente sono quelli dovuti alle lungaggini, alla farraginosità e all’opacità del processo di formazione delle leggi”.