Un’agenda per il dopo elezioni

4 marzo 2013 | Pubblicato in: Territorio
L’esito elettorale ci richiama cose essenziali, che avrebbero dovuto esser fatte almeno da venti anni, da fare subito, in un patto ferreo fra eletti ed elettori. Mi permetto di segnalarle, come obiettivi prioritari sui quali mi sono impegnato in prima persona, anche come sindaco e rappresentante degli amministratori locali:
1) La riforma della Costituzione, per la riduzione dei più pesanti costi della politica, con il superamento del bicameralismo paritario attuale – superato, inefficiente e diseconomico –, con una sola camera che fa le leggi e dà la fiducia ai governi e l’istituzione del Senato delle regioni e delle autonomie che consentirà il dimezzamento del numero dei parlamentari eletti http://www.senatodelleautonomie.it/ .

2) L’allineamento delle indennità di parlamentari e ministri, amministratori regionali e locali, ai valori medi europei e l’eliminazione di ogni trattamento che possa essere considerato un privilegio da casta http://www.astrid-online.it/–il-finan/Documenti/Documentazione_indennit-_parlamentari_ministri_sindaci-Unico-.pdf .

3) Una legge sui partiti politici, che dia le regole-quadro di democrazia interna e di trasparenza di ogni attività e condizioni all’assolvimento di queste regole il finanziamento pubblico (pur assai ridotto) delle attività di partecipazione politica http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0033070.pdf. http://www.astrid-online.it/–il-siste/Atti-parla/Attuazione/AC-4194.pdf.

4) Una legge elettorale che, con il ripristino dei collegi, dia ai cittadini il potere di scelta, leghi gli eletti ai territori e consenta una selezione democratica mirata e veramente partecipata. Preferibile il modello a doppio turno, alla francese, poiché proprio l’esempio del sistema di voto in vigore dei comuni più grandi dimostra di aver dato stabilità di governo e scelta responsabile dei sindaci, con una personalizzazione positiva della politica http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0032760.pdf#nav.

5) Il potenziamento della legge anticorruzione approvata nella passata legislatura e la verifica stringente dell’applicazione di queste norme, con i decreti attuativi, e dei “piani triennali per l’integrità e la trasparenza” http://www.legautonomie.it/Documenti/Dossier/La-Legge-anticorruzione-e-il-sistema-dei-controlli-nella-P.A.-locale-Il-Dossier-di-Legautonomie . http://www.riparteilfuturo.it/ .

6) L’adozione di “codici etici”, contro la corruzione della politica e delle amministrazioni pubbliche e contro la penetrazione delle mafie, per l’autodisciplina dei comportamenti individuali di chi ha responsabilità di governo o rappresentativa, che valgano anche per chi è designato o nominato (la “Carta di Pisa” può essere d’esempio http://www.avvisopubblico.it/news/allegati/CARTA-DI-PISA_Testo.pdf ).

7) Una legge dimezza-burocrazia, che renda più fluida l’amministrazione pubblica – anche nei pagamenti di opere e servizi – e che responsabilizzi le strutture amministrative, con tempi obbligati per la risposta e sanzioni in caso d’inadempimento. E una prima riforma dell’amministrazione della giustizia, centrata sulla modernizzazione digitale, finalizzata a garantire tempi di risposta brevi e certi http://www.partitodemocratico.it/doc/250579/litalia-giusta-litalia-pubblica-al-servizio-dei-cittadini.htm.

8) La riforma organica delle autonomie locali, con il superamento delle province e la creazione di istituzioni intermedie fra regioni e comuni che abbiano la dimensione delle “aree vaste”, con competenze circoscritte e strutture agili, che siano emanazione dei comuni, secondo i modelli europei esistenti; l’incentivazione ulteriore della fusione fra comuni, per superare l’eccessiva frammentazione attuale http://www.scribd.com/doc/102257322/Coordinamento-Nazionale-Cal-Ordine-Del-Giorno-7-Agosto-2012 .

Naturalmente, ci sarà anche da pensare all’economia e a provvedimenti sociali per chi soffre la crisi, al rilancio della formazione e dell’innovazione digitale ed energetica del paese. Ma la crisi principale, quella da cui molto del resto dipende, è UNA CRISI DEMOCRATICA e questa ha bisogno di risposte impegnative e veloci.

Su questi obiettivi, e su quello fondamentale volto a dare regole democratiche federaliste all’Unione Europea http://www.corriere.it/esteri/13_gennaio_28/appello-intellettuali-Europa-unione-politica-o-fuori-dalla-storia_fe170186-697e-11e2-a947-c004c7484908.shtml, http://www.mfe.it/site/index.php?option=com_content&view=article&id=733:dichiarazione-di-impegno-sul-futuro-delleuropa&catid=40:notizie&Itemid=37 , nel paese ci sono grande consenso forte aspettativa e volontà ad impegnarsi e in Parlamento potrà esserci una maggioranza che propone e una più larga convergenza fra forze politiche e parlamentari di buona volontà, consapevoli dei rischi che si corrono e delle possibilità di radicale cambiamento che si aprono.