Legge di stabilità 2013, modifiche approvate in Senato

17 dicembre 2012 | Pubblicato in: News
La Commissione bilancio del Senato riprenderà oggi l’esame degli emendamenti al ddl S. 3584 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità 2013). Rimangono infatti da votare alcuni emendamenti di rilievo, come quello sull’IMU e la TARES, nonché le nuove proposte di modifica dei relatori 1.7000 in materia di riordino delle province, 1.8000 sul patto di stabilità interno, e 2.0.4000 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislativi.
Il Presidente ha convocato la Commissione per lunedì 17 dicembre, alle ore 10,30, 15 e 20,30.
Legge di stabilità 2013, modifiche approvate in Senato

Si segnala che i relatori, dopo aver ritirato l’emendamento 3.2000, hanno infine presentato gliemendamenti 1.7000 in materia di riordino delle province, 1.8000 sul patto di stabilità interno, e 2.0.4000 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislativi (in allegato).

Le modifiche apportate finora prevedono:

ARTICOLO 1 – con decreto del Ministro della salute sono stabilite le modalità di attuazione di una verifica straordinaria da effettuarsi nei confronti del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica;

– l’articolo 12, c. 10. del d.l. n. 78/20120 è abrogato dal 1.1.2011. I trattamenti di fine servizio liquidati in base alla predetta disposizione sono riliquidati d’ufficio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto e in ogni caso non si provvede al recupero a carico del dipendente delle eventuali somme già erogate. La copertura è data dalla riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali e in parte con il fondo speciale di parte corrente utilizzando l’accantonamento del Ministero del lavoro (7 milioni di euro) e del Ministero dell’istruzione (33 milioni). (approvato con modifiche);

– inserite disposizioni in materia di alta formazione artistica e musicale: i diplomi accademici di primo livello rilasciati dalle istituzioni facenti parte del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale sono equipollenti ai titoli di laurea rilasciati dalle università appartenenti alla classe L-3 dei corsi di laurea nelle discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda. L’equiparazione vale anche per l’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le istituzioni concludono la procedura di messa a ordinamento di tutti i corsi accademici di secondo livello;

– l’innalzamento del contributo unificato è destinato, in via prioritaria, all’assunzione di personale di magistratura ordinaria, nonché, per il solo anno 2013, per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall’anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013, nel limite di spesa di 7,5 milioni di euro. Dal 2014 tale ultima quota è destinata all’incentivazione del personale amministrativo;

– si precisa che nel processo amministrativo per valore della lite nei ricorsi si intende l’importo posto a base d’asta individuato dalle stazioni appaltanti negli atti di gara, ai sensi dell’articolo 29, dlg n. 163/2006;

– inserite disposizioni che precisano l’entità delle tariffe per gli avvocati e procuratori; – l’Avvocatura dello Stato è autorizzata ad effettuare, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente, ulteriori assunzioni di Avvocati dello Stato, entro il limite di spesa pari a euro 272.000 a decorrere dall’anno 2013;

– non si applicano le norme sul divieto di acquisto di immobili per la PA alle operazioni di acquisto previste in attuazione di programmi e piani concernenti interventi speciali per promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale;

– la nullità dei contratti stipulati in violazione degli obblighi di utilizzo degli strumenti di acquisto Consip (art. 1 d.l. n. 95/12) non si applica alle PA quando il contratto sia stato stipulato ad un presso più basso di quello derivante dal rispetto dei parametri Consip e a conduzione che non siano insorte contestazioni tra PA e impresa;

– i limiti di spesa per le PA inserite nel conto economico consolidato posti dal comma 100, non si applicano agli investimenti connessi agli interventi speciali finalizzati alla promozione dello sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale, per rimuovere gli squilibri economici, sociali e favorire l’esercizio dei diritti della persona e finanziari ai sensi del dlg n. 88/2011;

Articolo 2 – nuovi commi riguardano le autorizzazioni di spesa e le attività della società Expo 2015;

– riformulato il comma 27: i 223 milioni di euro destinati alle regioni per l’attuazione di interventi in materia di istruzione sono esclusi dal patto di stabilità interno sono limitatamente al 2013;

– nel comma 41 si precisa che dall’anno 2013, il Documento di economia e finanza contiene una valutazione, relativa all’anno precedente, delle maggiori entrate strutturali ed effettivamente incassate derivanti dall’attività di contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, nonché della differenza tra la spesa per interessi sul debito pubblico prevista e quella effettivamente erogata. Dette maggiori risorse, al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il prodotto interno lordo, nonché di quelle derivanti a legislazione vigente dall’attività di recupero fiscale svolta dalle regioni, dalle province e dai comuni, unitamente alle risorse derivanti dalla riduzione delle spese fiscali, confluiscono in un Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale e sono finalizzate al contenimento degli oneri fiscali gravanti sulle famiglie e sulle imprese, secondo le modalità di destinazione e di impiego indicate nel medesimo Documento di economia e finanza; – al comma 43, relativamente al Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, viene soppresso il comma che prevedeva l’aumento della quota di compartecipazione regionale all’IVA;

– un nuovo comma 43 dispone la possibilità di emissione di tranche di prestiti vigenti volte a costituire un portafoglio attivo di titoli di Stato da utilizzare per effettuare operazioni di pronti contro termini o altre in uso nei mercati finanziari;

– dal 1º gennaio 2013, le disposizioni per la partecipazione onorifica agli organi collegiali non si applicano ai Presidenti degli Enti parco(autorizzata una spesa annua pari a un milione di euro, a decorrere dall’anno 2013);

– per gli iscritti alle Casse CPDEL, CPS, CPI, CPUG cessati dall’iscrizione senza il diritto a pensione entro il 30.7.2010, la domanda finalizzata alla costituzione della posizione assicurativa è ammessa anche successivamente a tale data. I benefici decorrono dalla data di presentazione della domanda. Prevista la facoltà di conseguire una unica pensione cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti autonomi, iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive, esclusive della medesima che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso le suddette gestioni, qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico. La facoltà può essere esercitata esclusivamente per la liquidazione delle pensione di vecchiaia (con requisiti anagrafici e contributivi ex art. 24, commi 6 e 7 della legge 241/2011) nonché dei trattamenti di inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione; il diritto al trattamento di pensione di vecchiaia è conseguito in presenza dei requisiti anagrafici e di contribuzione più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le gestioni interessate all’esercizio della facoltà operista e degli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dalla gestione previdenziale alla quale il lavoratore risulta da ultimo iscritto. Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. Per al determinazione dell’anzianità contributiva si tiene conto di tutti i periodi assicurativi non coincidenti, accreditati con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità calcolata secondo il sistema contributivo. Per chi avesse già provveduto alla ricongiunzione con domanda presentata dal 1°luglio 2010 è consentito il recesso;

– è autorizzata la partecipazione dell’Italia all’aumento di capitale della Banca Europea per gli Investimenti con un contributo totale pari a 1.617.003.000,00 euro da versare in un’unica soluzione nell’anno 2013;

– inserite alcune modifiche alle legge di riforma del mercato del lavoro (n. 92/2012): in materia di ammortizzatori sociali si precisa che a decorrere dal 1° gennaio 2016: per i lavoratori di età inferiore a cinquantacinque anni, l’indennità viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti negli ultimi dodici mesi, anche in relazione ai trattamenti brevi di cui al comma 20 (mini-ASpI); per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l’indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti negli ultimi diciotto mesi. La mini-ASPI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno; ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. Alle prestazioni liquidate dall’ASPI si applicano le norme già operanti in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola. Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI, intervenuti a decorrere dal 1º gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30. Slitta al 2014 la riduzione dell’aliquota contributiva al 2,6 per cento per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per l’esercizio di attività di somministrazione. Viene ampliato il termine entro cui i sindacati e gli imprenditori stipulano gli accordi collettivi per i fondi di solidarietà bilaterali; si precisa inoltre che i fondi assicurano, la prestazione di un assegno ordinario di importo almeno pari all’integrazione salariale, la cui durata massima sia non inferiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, e comunque non superiore alle durate massime previste dall’articolo 6, commi primo, terzo e quarto della legge 20 maggio 1975, n. 164, anche con riferimento ai limiti all’utilizzo in via continuativa dell’istituto dell’integrazione salariale. Inoltre i fondi possono erogare prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alle prestazioni pubbliche previste in caso di cessazione dal rapporto di lavoro ovvero prestazioni integrative, in termini di importo, in relazione alle integrazioni salariali;

– la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007/2013 oggetto del Piano di Azione e Coesione può prevedere il finanziamento di ammortizzatori sociali in deroga nelle Regioni, connessi a misure di politica attiva e ad azioni innovative e sperimentali di tutela dell’occupazione. In tal caso il Fondo Sociale per l’Occupazione e la formazione è incrementato, per l’anno 2013, della parte di risorse relative al finanziamento nelle medesime Regioni da cui i fondi provengono, degli ammortizzatori sociali in deroga, nonché di 200 milioni per l’anno 2013. La parte di risorse relative alle misure di politica attiva è gestita dalle Regioni interessate. Entro il 30 aprile 2013, qualora dal monitoraggio dell’andamento degli ammortizzatori sociali in deroga emerga non sufficiente la provvista finanziaria a tal fine disposta, il Ministro del lavoro convoca le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori per individuare ulteriori interventi. Il Ministro del lavoro può disporre, in via eccezionale, che le risorse derivanti dal 50 per cento dell’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, per il periodo dal 1° giugno 2013 al 31 dicembre 2013, siano versate dall’INPS al bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga;

– per il sisma del maggio 2012 si prevede l’applicazione delle norme di cui al d.l. n. 174/12 anche ai titolari di reddito d’impresa, i contribuenti IRPEF e i titolari di lavoro autonomo e gli esercenti attività agricole che hanno sede operativa ovvero domicilio fiscale neiComuni di Ferrara e Mantova, se dotati dei requisiti per accedere, limitatamente ai danni subiti in relazione alle attività dagli stessi rispettivamente svolte; per i titolari di reddito di lavoro dipendente, le agevolazioni di cui all’articolo 11, commi da 7 a 7-quater, del d.l. n. 174/12 si applicano esclusivamente se i medesimi soggetti sono proprietari di una unità immobiliare adibita ad abitazione principale danneggiata e/o distrutta dagli eventi sismici e classificata nelle categorie B, C, D, E ed F della classificazione AeDES; – inserite nuove norme per l’Agenzia per i beni confiscati alla mafia. Tra l’altro, si dispone che i beni mobili sequestrati possono essere affidati dal tribunale alla polizia giudiziaria per l’impiego nelle attività istituzionali. Il tribunale può vendere i beni sequestrati e i proventi affluiscono al Fondo unico giustizia. Inoltre gli immobili sono esenti da imposte, tasse e tributi durante la vigenza del provvedimento di sequestro e confisca e comunque fino alla loro assegnazione o destinazione. Altre disposizioni sono volte a garantire la funzionalità dell’Agenzia.

Articolo 2-bis – riproduce le norme contenute nel decreto-legge n. 216 recante disposizioni urgenti per evitare l’applicazione di sanzioni dell’UE. Le disposizioni riguardano una serie di materie:

– fatturazione: le disposizioni concernono le discipline relative all’emissione della fattura, alla fattura elettronica, alla fattura semplificata ed all’esigibilità dell’imposta nelle operazioni transfrontaliere. In merito al contenuto delle fatture, si prescrive l’indicazione di apposite diciture per particolari fattispecie (regimi speciali, inversione contabile); viene introdotto l’obbligo di indicare il numero di partita IVA del cessionario o committente, ovvero il numero di registrazione ai fini dell’IVA per i soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea, ovvero il codice fiscale se il cessionario o committente non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione.

– Possono essere emesse fatture periodiche entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, sempre che le medesime trovino riscontro in un documento di trasporto (per le cessioni di beni) e in idonea documentazione (per le prestazioni di servizi). Alter modifiche riguardano la conversione in euro degli importi in valuta estera figuranti sulla fattura, prevedendo anche la possibilità di effettuare la conversione sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla Banca centrale europea, senza che sia necessaria alcuna comunicazione all’amministrazione finanziaria.

– Si stabilisce un obbligo di emissione per le operazioni non rilevanti territorialmente in Italia ed effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato membro dell’Unione europea; analogo obbligo è previsto per le operazioni non soggette ad IVA che si considerano effettuate fuori del territorio dell’Unione europea. Inoltre, si stabilisce che tali tipologie di operazioni, considerata la loro rilevanza, concorrono a formare il volume d’affari del soggetto passivo. Tuttavia delle medesime non si tiene conto ai fini dell’acquisizione dello status di esportatore abituale.

– In ogni caso, l’obbligo di emissione della fattura è escluso per le operazioni finanziarie esenti effettuate da un soggetto passivo stabilito in Italia nei confronti di un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea.

– Per le cessioni intracomunitarie e le prestazioni di servizi intracomunitarie si consente l’emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo l’effettuazione dell’operazione. Infine, sono rideterminati i termini per la registrazione delle fatture e per il versamento dell’imposta in maniera da ridurre al minimo l’impatto sull’operatività dei soggetti.

– Con riferimento alla fattura elettronica, si chiarisce che il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione del destinatario. Viene lasciato al soggetto passivo di stabilire le modalità con cui assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura; la norma proposta chiarisce tuttavia che, oltre all’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente o mediante sistemi EDI (Electronic Data Interchange) di trasmissione elettronica dei dati, l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile. Le fatture elettroniche devono essere conservate in modalità elettronica. La stessa norma va a prevedere che le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente; si intendono per fatture create in formato elettronico quelle che, ancorché create elettronicamente, non possono definirsi fatture elettroniche per la mancanza della loro accettazione da parte del destinatario.

– La fattura semplificata può essere emessa solo in caso di operazioni di ammontare non superiore a cento euro ovvero in caso di fatture rettificative (note di variazione). Il limite di cento euro può essere elevato fino a quattrocento euro, nonché può essere consentita l’emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell’ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali o amministrative, ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture, rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli adempimenti previsti per l’emissione delle fatture;

– parità di trattamento fra gli uomini e le donne: si estende alle pescatrici l’indennità di maternità, il congedo parentale ed il relativo contributo di finanziamento, dovuto all’INPS;

– congedo parentale: tra l’altro, si specifica che il divieto di discriminazione nell’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e nelle condizioni di lavoro, di cui all’articolo 27 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, riguarda anche la creazione, la fornitura di attrezzature o l’ampliamento di un’impresa o l’avvio o l’ampliamento di ogni altra forma di attività autonoma;

– organi umani destinati ai trapiantifarmacovigilanza, febbre catarrale degli ovini, aiuti di Stato in favore delle imprese operanti nei territori di Venezia e Chioggianuovi strumenti finanziari;

– per la regolare ed efficace gestione del ciclo rifiuti a seguito della cessazione dello stato di emergenza per il comune di Roma, con decreto del Ministro dell’ambiente viene nominato un commissario che provveda in via sostitutiva degli Enti competenti in via ordinaria. Il commissario provvede all’espletamento dei seguenti compiti in ambito regionale: autorizzazione alla realizzazione e gestione delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani nonché di impianti per il trattamento di rifiuto urbano indifferenziato e differenziato, nel rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore; supporto alla Regione Lazio nelle iniziative necessarie al rientro nella gestione ordinaria; adozione, a fronte dell’accertata inerzia dei Soggetti preposti alla gestione, manutenzione, od implementazione degli impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani prodotti nei comuni di Roma capitale, Fiumicino, Ciampino e nello Stato di Città del Vaticano, previa diffida ad adempiere entro termini perentori non inferiori a giorni trenta, dei necessari provvedimenti di natura sostitutiva in danno dei Soggetti inadempienti;

– produzione di energia elettrica da impianti alimentati a bioliquidi.

Articolo 3 – dal 1º gennaio 2013, presso la tesoreria statale sono istituite una o più contabilità speciali intestate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, per la gestione dei giochi. Ferma la data del 1º dicembre 2012 ai fini delle incorporazioni tra le Agenzie, il bilancio di chiusura dell’Agenzia del territorio è deliberato entro 90 giorni dalla predetta data dagli organi di tale Agenzia in carica anteriormente alla medesima data, nonché trasmesso per l’approvazione al Ministero dell’economia;

– riscritti i commi da 14 a 16 relativi alla “Tobin tax” per cui il trasferimento della proprietà delle azioni e di altri strumenti finanziari, nonché il trasferimento di proprietà di azioni che avvenga per effetto della conversione di obbligazioni, è soggetto ad una imposta dello 0,2 per cento sul valore della transazione. L’aliquota dell’imposta è ridotta alla metà per i trasferimenti che avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione. L’imposta non si applica: qualora il trasferimento della proprietà avvenga per successione o donazione, alle operazioni di emissione e di annullamento dei titoli azionari e dei predetti strumenti finanziari, se i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentati sono emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro. Le operazioni su strumenti finanziari derivati sono soggette, al momento della conclusione, ad imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella allegata alla presente legge. Dalle due imposte sono esclusi: gli enti di previdenza obbligatoria, nonché alle forme pensionistiche complementari di cui al dlg n. 252 del 2005; le transazioni e le operazioni tra società fra le quali sussista il rapporto di controllo; le transazioni e le operazioni relative a prodotti e servizi qualificati come etici o socialmente responsabili. Le operazioni concluse sul mercato finanziario italiano sono soggette ad un’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative agli strumenti finanziari, pari allo 0,02 per cento. La tobin tax sui derivati si applica dal 1° luglio 2013 mentre quella sugli strumenti finanziari azionari partirà dalle operazioni concluse dal 1° marzo 2013. Per il 2013 l’aliquota dell’imposta per i trasferimenti che avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione è fissata in misura pari a 0,12 per cento. Le nuove imposte non sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive; – Si stabilisce che l’IVASS, sentite l’ANIA e le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, dovrà definire specifiche e standard tecnici uniformi ai fini della costituzione e regolazione dell’accesso ad una piattaforma di interfaccia comune per le attività di consultazione di cui all’articolo 34, comma 1 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 monitoraggio e valutazione dei contratti di assicurazione contro i danni;

– decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i crediti di importo fino a duemila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, sono automaticamente annullati. Ai fini del conseguente discarico ed eliminazione dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore, con decreto del Ministero dell’Economia sono stabilite le modalità di trasmissione agli enti interessati dell’elenco delle quote annullate e di rimborso agli agenti della riscossione delle relative spese per le procedure esecutive poste in essere. Per i crediti diversi, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, esaurite le attività di competenza, l’agente della riscossione provvede a darne notizia all’ente creditore, anche in via telematica. Entro il 30 giugno 2013 è istituito il Comitato di indirizzo e verifica dell’attività di riscossione mediante ruolo effettuata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203. Il Comitato è composto da un magistrato della Corte dei Conti, anche in pensione, con funzione di Presidente, e da un massimo di ulteriori sei componenti, appartenenti due al Ministero dell’Economia e delle finanze, uno all’Agenzia delle entrate, uno all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ed i restanti, a rotazione, espressione degli altri enti creditori che si avvalgono delle società del Gruppo Equitalia. Il Comitato elabora annualmente criteri: di individuazione delle categorie dei crediti oggetto di recupero coattivo e linee guida a carattere generale per lo svolgimento mirato e selettivo dell’azione di riscossione che tenga conto della capacità operativa degli agenti della riscossione e dell’economicità della stessa azione; di controllo dell’attività svolta sulla base delle indicazioni impartite;

– dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti e le società incaricate per la riscossione dei tributi, «concessionari per la riscossione», sono tenuti a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore. Entro novanta giorni dalla notifica, da parte del concessionario per la riscossione, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario il contribuente presenta al concessionario per la riscossione una dichiarazione anche con modalità telematiche, con la quale venga documentato che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati: da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo; da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore; da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore; da una sospensione giudizi aie, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte; da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore; da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso. Entro i dieci giorni successivi, il concessionario per la riscossione trasmette all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi. Le disposizioni si applicano anche alle dichiarazioni presentate al concessionario della riscossione prima della data di entrata in vigore della presente legge.