Comuni alla canna del gas, i sindaci protestano in piazza

29 novembre 2012 | Pubblicato in: Appuntamenti
l presidente di Legautonomie Marco Filippeschi: “Mobilitazione di Milano segno di vitalità delle autonomie locali”
Nell’approfondimento tematico di Legautonomie e Agenzia Dire di questa settimana si parla della protesta dei Comuni organizzata a Milano, contro i tagli ai trasferimenti, la riformulazione dell’Imu e lo sblocco dei fondi legati al patto di stabilita’. Questioni che rischiano di far saltare i bilanci dei comuni.
Gli interventi di: Graziano Delrio, presidente Anci; Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie; Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia; Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia; Osvaldo Napoli, sindaco di Valgioie (To) e deputato Pdl; Antonio Misiani, deputato Pd nella commissione sul federalismo fiscale e membro dell’ufficio di presidenza di Legautonomie.
FOCUS /Comuni alla canna del gas, i sindaci protestano in piazza

“Non possiamo attendere all’infinito, la situazione per i Comuni resta drammatica”. Bastano queste parole del presidente Anci, Graziano Delrio, per spiegare le ragioni della protesta di oggi dei comuni a Milano. A preoccupare gli amministratori locali di tutta Italia sono sempre gli stessi temi a cui però ancora non è stato trovato un rimedio: i tagli ai trasferimenti, la riformulazione dell’Imu e lo sblocco dei fondi legati al patto di stabilita’. Questioni che “rischiano di far saltare i bilanci dei comuni.
Tre le mosse cose da fare subito, un incontro con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ma “ancora non c’e’ una data anche se siamo fiduciosi di avere risposte positive dal presidente. In secondo luogo, il presidente Anci ha inviato una lettera ai segretari dei partito politici per chiedere “un incontro urgente sui contenuti della legge di stabilita’, per illustrare l’ampia e diffusa preoccupazione dei Comuni e degli amministratori locali sullo stato ormai veramente drammatico della finanza comunale”. Se le finanze degli enti locali sono in crisi, sul banco degli imputati non possono che salire il “pasticciaccio” dell’Imu e un patto di stabilità “demenziale”. Ma una lettera è stata inviata anche al presidente del Consiglio, Mario Monti, con l’intento di “riannodare il filo del dialogo per poter verificare insieme quali soluzioni alle gravi difficolta’ delle Autonomie locali possano trovare immediato recepimento nella legge di stabilita’”.
L’allarme di Delrio è chiaro: “se le misure finanziarie previste per il 2013 a carico dei Comuni non saranno sensibilmente modificate, a rischio non sono solo le istituzioni locali, ma la tenuta sociale del nostro Paese”.

 

Marco Filippeschi (sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie): La mobilitazione di Milano “è un segno di vitalità delle Autonomie locali, e dei Comuni in particolare, di fronte a una stretta molto dura che viene riproposta insieme a un ascolto assolutamente insufficiente da parte del Governo di quelle che sono le nostre istanze”. Ne è convinto il sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, Marco Filippeschi, che all’agenzia Dire spiega: quello degli amministratori “è un grido di dolore perché una parte importante dei Comuni non ha letteralmente i termini per compilare il bilancio per il 2013”.
Delrio è stato chiaro: se non si inverte la rotta e non si modificano le direttive, la tenuta sociale del Paese è in grave pericolo. “Il rischio è che salti il welfare locale- conferma Filippeschi- Di sicuro bisognerebbe trovare un modo per ridurre gli sprechi e le arretratezze organizzative, ma salvare e premiare i comuni virtuosi che adesso vengono trattati come gli altri e, quindi, puniti con tagli trasversali. Credo che poi ci sia un grande squilibrio tra la razionalizzazione che si fa verso le autonomie locali con dubbi forti di legittimità costituzionale e quello che invece si sta facendo sugli apparati centrali dello Stato”.
In ogni caso, il rapporto con i tecnici non sembra aver dato buoni frutti. “Bisogna contribuire a un cambiamento politico. E quando si dice che serve un governo politico, si dice anche che serve un ascolto che metta le autonomie locali alla pari e non in posizione subalterna rispetto agli altri poteri dello Stato. Chi ha fatto risparmi negli anni passati ha già dato un contributo importante, e invece viene ripagato con una riduzione voluta della capacità di erogare servizi, essenziali per i comuni”. Questo per Filippeschi significa che “indubbiamente in alcune forze politiche ci sono maggiori esperienze e sensibilità verso i governi locali, mentre il governo nazionale è fortemente contrassegnato da una forte spinta centralista”.

 

Gianfranco Polillo (Sottosegretario all’Economia): “I sindaci fanno il loro mestiere, ma la verita’, certificata dai dati Istat, e’ che la spesa dei comuni negli ultimi venti anni e’ quella aumentata di piu’ a livello macro. Certo, sono aumentati anche i loro compiti, ma i comuni spreconi esistono ancora”. Cosi’ Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, commenta la manifestazione dei sindaci in corso a Milano.
Sottosegretario, il presidente Anci Delrio dice che la situazione dei comuni e’ drammatica…. “L’Anci fa benissimo a protestare e a sollevare le questioni Imu e patto di stabilita’, pero’ aiuterebbe a risolvere la situazione, se fossero loro per prima ad isolare e denunciare i comuni spreconi”.
Ma ci sono dei margini perche’ governo ed Enti locali riescano a ricucire? “I margini ci sono, ma dipendera’ anche dalla volonta’ del parlamento. Alla Camera non abbiamo avuto il tempo per inserire emendamenti alla legge di stabilita’, sul patto che vincola le casse municipali, perche’ la legge e’ stata completamente stravolta. Al Senato dovrebbero esserci i margini per una convergenza e noi stiamo lavorando per quello, cosi’ come stiamo lavorando per punire i comuni spreconi e non danneggiare quelli virtuosi, ma in questo, ripeto, l’Anci deve darci una mano isolando chi butta i soldi, obiettivo che non sembra facile da perseguire. Detto questo, trovo francamente esagerate le accuse di neocentrismo a questo governo, le battaglie bisogna farle sul merito”.

 

Alessandro Cattaneo (sindaco di Pavia): “Ma alla politica nazionale interessa come stanno i nostri cittadini?”.
Per Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia, “il punto di rottura prima o poi arriva”. Per questo la presa di posizione di Delrio lo trova “pienamente d’accordo: la tenuta sociale dell’Italia è certamente a rischio”. Lunedì scorso, spiega il sindaco, “a Pavia, abbiamo ospitato gli Stati Generali del Welfare, un importante momento di riflessione sulla situazione che stanno vivendo gli enti locali: quando parliamo di welfare parliamo di un comparto che rappresenta il massimo del rapporto diretto tra cittadino e ente locale e a partire dal welfare sono emersi dati e numeri allarmanti che chi amministra purtroppo conosce bene. Sono intervenuti sindaci di tutta Italia, operatori del Terzo Settore ed esponenti dell’associazionismo e la domanda più ricorrente è stata una sola: alla politica interessa come stanno i nostri cittadini? Ecco, i numeri che contraddistinguono l’attività amministrativa dei Comuni fanno pensare di no. Negli ultimi tre anni- ha aggiunto Cattaneo- parliamo di una riduzione dei trasferimenti statali che sono diventati un decimo, a fronte di una richiesta di assistenza e supporto che si è centuplicata. E parliamo di welfare, la voce forse più delicata tra le tante legate agli investimenti che i Comuni non possono fare”.
E’ questo che “vuole dire il presidente dell’Anci, Delrio, quando sostiene che andando avanti così è a rischio la tenuta sociale del Paese, una presa di posizione che mi trova pienamente d’accordo. Non è più questione di visioni dell’amministrare, qui si parla di bisogni e risorse con numeri e dati oggettivi che spiegano come i Comuni debbano continuare a dare risposte ai cittadini senza averne più i mezzi adeguati”.
La conclusione, per il sindaco di Pavia, è chiara: “Ignorare le nostre istanze serve a poco, perché prima o poi un punto di rottura arriva, quando proprio i Comuni invece di alzare bandiera bianca hanno tagliato l’impossibile per evitare di tagliare i servizi ai cittadini. Il rapporto esigenze dei cittadini/risorse a disposizione dei Comuni è sempre più critico e nulla è cambiato: andando avanti così- ha concluso Cattaneo- la tenuta sociale dell’Italia è certamente a rischio”.

 

Osvaldo Napoli (sindaco e deputato Pdl): “Il quadro finanziario dei Comuni diventa sempre piu’ preoccupante. I tagli sono sempre piu’ squilibrati, deve prevalere il buon senso da parte del governo, altrimenti non se ne esce”. Cosi’ Osvaldo Napoli, sindaco e deputato Pdl, commenta con la Dire la manifestazione indetta dall’Associazione dei comuni a Milano, per protestare contro Imu, patto di stabilita’ e tagli ai trasferimenti che coinvolgono i municipi dello Stivale.
Onorevole, i comuni chiedono risposte dal governo, sono ‘preoccupati per la tenuta sociale’… anche secondo lei esiste questo rischio? “Il rischio c’e’, ed e’ alto. Qui non stiamo parlando di fumo negli occhi, di comuni che rivendicano privilegi, qui stiamo parlando del fatto che se continua cosi’ i sindaci non riusciranno a chiudere i bilanci, molte famiglie perderanno i servizi di base, in un periodo del genere poi…”
I margini per ricucire con il governo ci sono? “Secondo me ci sono. Deve prevalere il buon senso da parte del governo, altrimenti non se ne esce. Sui trasferimenti abbiamo anche deciso di accettare il taglio, ma almeno il governo ci lasci l’Imu”.
Se il governo dovesse tirare dritto per la sua strada quali saranno le prossime iniziative Anci, farete altre manifestazioni come qui a Milano? “In passato l’Anci ha fatto anche di piu’, boicottando i tavoli con il governo. Il punto pero’ e’ che qui siamo di fronte ad una situazione nuova nella sua gravita’, quindi spero che si trovino dei margini di compromesso prima di arrivare ad altro perche’ la situazione dei comuni e’ veramente al limite”.

 

Antonio Misiani (ufficio di presidenza Legautonomie, deputato Pd in commissione federalismo fiscale): “Delrio ha ragione sul rischio di tenuta sociale di questo Paese. Del resto, al di la’ della violenza, sempre e comunque deprecabile, le manifestazioni di questi giorni dimostrano che un rischio di tenuta sociale c’e’ ed e’ evidente”. Cosi’ Antonio Misiani, deputato Pd nella commissione sul federalismo fiscale e membro dell’ufficio di presidenza di Legautonomie, parla della protesta dei sindaci a Milano, in un’intervista alla Dire. I nodi della diatriba tra enti locali e governo, per l’associazione dei Comuni, rimangono quelli dell’Imu, del taglio dei fondi e del patto di stabilita’.
Onorevole Misiani, i comuni sono alla canna del gas, non ce la fanno più a reggere le tensioni… “Al di la’ della violenza, sempre e comunque deprecabile, le manifestazioni di questi giorni dimostrano che un rischio di tenuta sociale c’e’ ed e’ evidente. Rispondere con il solo rigore si sta dimostrando non efficacie e anzi controproducente. Con la legge di stabilita’ si sta cercando di riequilibrare la situazione ma non basta. Gli investimenti degli enti locali sono letteralmente crollati ed e’ chiaro che in questo modo l’economia non puo’ ripartire”.
Ma secondo lei ci sono ancora margini di trattativa tra governo ed enti locali? Per adesso non pare che i tecnici li abbiano ascoltati molto… “I margini ci sono. A questo governo va riconosciuto l’indiscusso merito di averci salvato dal baratro, ma dimostra di avere una visione troppo centralista che va superata. Comunque se c’e’ la volonta’ politica la situazione puo’ cambiare. Molto dipendera’ anche dalla crisi europea e dalla conseguente possibilita’ di abbassare la pressione fiscale, ma non stiamo parlando di un destino inevitabile”.
A questo punto dovra’ essere il prossimo governo a cambiare questo destino o dev’essere una cosa da attuare gia’ adesso con il governo Monti? “Bisogna riuscire a fare gia’ qualcosa con questo governo. E, ripeto, in questo la legge di stabilita’ puo’ dare una mano. Detto questo, pero’, possiamo dire che la missione del governo Monti e’ avviata di fatto alla sua fase finale. Il compito di cambiar pazzo quindi, spettera’ necessariamente al prossimo governo”.