FOCUS/ Anti-corruzione, e le amministrazioni si fanno trasparenti

12 novembre 2012 | Pubblicato in: News
Nell’approfondimento tematico di Legautonomie e Agenzia Dire di questa settimana si parla di riforma dell’approvazione del ddl anticorruzione. Gli interventi di: Oriano Giovanelli, deputato Pd e membro dell’ufficio di presidenza di Legautonomie; Graziano Delrio, presidente dell’Anci; Donatella Ferranti, deputata Pd e membro della commissione Giustizia della Camera; Giancarlo Lehner, deputato di Popolo e territorio membro commissione Giustizia Camera.
FOCUS/ Anti-corruzione, e le amministrazioni si fanno trasparenti

ROMA – Obblighi di trasparenza per le Pubbliche amministrazioni, impossibilità per i condannati di partecipare ad appalti, di candidarsi alle elezioni (con una delega al governo da varare entro un anno dall’entrata in vigore della legge) e di avere incarichi in commissioni giudicatrici, ma anche una banca dati online su appalti, e codici di comportamento per i dipendenti delle Pa. In altre parole, una stretta per contrastare il fenomeno della corruzione. Queste sono solo alcune delle misure contenute nella legge approvata dalla Camera il 31 ottobre scorso: il via libera definitivo è arrivato con 480 sì, 19 voti contrari, 25 astenuti.

Molti i punti cardine del provvedimento, a partire dall’istituzione di una Authority anti-corruzione, con un ruolo di prevenzione e contrasto attraverso controlli e sanzioni nei confronti delle Pa non in regola. Si stabilisce quindi l’obbligo di pubblicare notizie su procedimenti amministrativi, costi di opere e servizi, monitoraggi su rispetto tempi: per fare ciò ogni istituzione dovrà dotarsi di un indirizzo di posta elettronica per comunicare con i cittadini. Ma l’operazione ‘trasparenza’ prevede anche la pubblicazione di ruoli, incarichi e retribuzioni, mentre chi ha svolto ruoli dirigenziali nella nel settore pubblico non potrà passare a svolgere la stessa mansione nel privato prima che siano trascorsi tre anni. Prevista anche l’istituzione di corsi di etica nella Scuola per la Pubblica amministrazione.

Ma le novità non finiscono qui. Innanzitutto ogni Prefettura dovrà avere l’elenco delle imprese ‘virtuose’, la cosiddetta ‘white list’, e vengono introdotte maggiori tutele per il dipendente che rivela informazioni su pratiche scorrette della sua azienda, fino all’impossibilità di essere licenziato. Capitolo sanzioni: previsto un inasprimento delle pene per i reati coinvolti e nuova definizione di alcuni reati, tra cui la concussione. Ne viene poi creato uno nuovo, già inserito nelle normative europee: si tratta del cosiddetto ‘traffico di influenze’, che punisce con la reclusione da 1 a 3 anni chi fa da intermediario tra il funzionario pubblico e chi vuole ottenere favori. Unico reato per cui diminuisce la pena è quello di ‘concussione per induzione’, per cui si dovranno scontare dai 3 a 8 anni, rispetto agli attuali 4-12.

GIOVANELLI: SI COLMA UN VUOTO – “E’ un buon punto di partenza che arriva dopo vent’anni di vuoto legislativo, nonostante si siano avvicendati diversi governi da Tangentopoli in poi’. Oriano Giovanelli, deputato Pd e membro dell’ufficio di presidenza di Legautonomie, è soddisfatto per l’approvazione della legge, in particolare giudica ‘innovativa’ la parte relativa alla prevenzione che ‘introduce un elemento culturale nuovo nella nostra dialettica nazionale, nel senso che solitamente si rimanda sempre tutto all’azione penale, al giudizio della magistratura e alle pene sempre più dure’. Tutto questo, spiega Giovanelli, ‘è fondamentale insieme alla certezza delle pene, ma è molto più importante prevenire il fenomeno con alcune politiche che convergono sulla Pubblica amministrazione. Tra queste c’è sicuramente una progettazione dell’azione di contrasto con dei veri e propri piani, con delle figure responsabili (negli enti locali sono i segretari comunali), che vadano a rimuovere il ‘risk management’, cioè l’individuazione dei rischi legati alla gestione della Pubblica amministrazione e delle sanzioni nei casi in cui questi piani non vengano portati avanti. C’è poi il tema della trasparenza e la tutela di chi denuncia e proteggerlo da eventuali casi di mobbing e ritorsione. Negli altri Paesi europei si dà molta importanza a questa prassi e addirittura viene previsto un premio in denaro, cosa che noi invece non abbiamo fatto’. Giovanelli parla poi di ‘tanti altri aspetti che possono essere sviluppati: un esempio è l’aver riformato la Protezione civile, oppure andare a una revisione drastica dei casi in cui si oppone il ‘segreto di stato’: spesso infatti le opere secretate sono quelle con i costi più alti perché non sono trasparenti e sottoposte a normali procedure di gara. Poi possiamo parlare delle proliferazione delle centrali di acquisto tipica della nostra Pa, dove si produce il rischio di corruzione. Insomma, tutta la parte della prevenzione può finalmente introdurre in Italia una cultura contro la corruzione, che è poi quello che serve’. Ma non sono tutte rose e fiori. Ci sono anche alcune spine nell’impianto della legge. Nella parte legata alla prevenzione, ‘c’è la falla piuttosto evidente che riguarda il tema dell’incandidabilità: si poteva essere più severi e rigidi ma costituisce comunque un bel deterrente, come lo è il sequestro dei beni per i colpevoli’. Per quanto riguarda la parte penale, ‘la falla grossa è rappresentata dalla mancanza delle norme sull’autoriciclaggio e sul falso in bilancio: è in questo modo che si creano i fondi neri per corrompere. Su questi punti io interverrei in un secondo momento. Intanto- conclude Giovanelli- monitoriamo l’evoluzione e l’attuazione di questa legge, poi siamo sempre in tempo per apportare delle modifiche e dei miglioramenti’.

DELRIO: LEGGE MIGLIORABILE – Una legge ‘senza dubbio migliorabile, ma da qualche parte bisognava pure cominciare: questo è sicuramente un primo passo’. Lo dice all’agenzia Dire il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, per il quale però ‘è opportuno che la lotta alla corruzione nella Pubblica amministrazione debba essere condotta sapendo che oltre alle leggi ci sono i comportamenti e le buone pratiche diffuse che indirizzino verso una gestione etica’. Il sindaco di Reggio Emilia parla del ‘piano che stiamo mettendo a punto con il ministro della Pubblica amministrazione, Patroni Griffi’. Un piano ‘di confronto con le esperienze di altri Paesi europei ed internazionali come gli Stati Uniti, che prevede anche una serie di buone prassi raccomandate dall’Unione Europea per combattere la corruzione’. Per Delrio quindi ‘non possiamo fermarci solo alla legge, ma c’è bisogno di incentivare i comportamenti virtuosi: ad esempio premiare chi denuncia i tentativi di corruzione e proteggere il suo posto di lavoro, cambiare ogni dieci anni (quindi due mandati) i responsabili dei settori più esposti al rischio, come ad esempio l’urbanistica’. Ecco perché ‘abbiamo il massimo bisogno di un impegno culturale e civico, ci vogliono controlli frequenti e vigilanza, ma è questa è la strada giusta’.

FERRANTI: NOVITA’ ANCHE PER LE AMMINISTRAZIONI LOCALI – ‘E’ un primo passo importante e concreto. Il dl Alfano e’ stato totalmente riscritto e anche sul fronte delle amministrazioni locali ci sono importanti novita”. Cosi’ Donatella Ferranti, deputata Pd, in commissione Giustizia, commenta la recente legge anticorruzione approvata dal parlamento.
Onorevole Ferranti, ultimamente i governi di regioni e province sono stati travolti dagli scandali, cosa cambiera’ negli Enti locali, dopo l’approvazione di questa legge? ‘Beh questa legge e’ un primo passo importante e concreto, il dl Alfano e’ stato totalmente riscritto e anche sul fronte delle amministrazioni locali ci sono importanti novita’. Oltre all’incompatibilita’ degli incarichi, si avviera’ un processo di trasparenza amministrativa nei confronti dei cittadini attraverso la pubblicazione dei dati on-line. In particolare, poi, si introduce nella pubblica amministrazione la responsabilita’ del ‘controllore’ che se non vigilera’ attentamente sara’ anch’egli responsabile del dolo e sara’ chiamato a rispondere per danno erariale e per danno all’immagine della Pubblica amministrazione’.

LEHNER: LEGGE INUTILE – ‘Secondo me non ha molto senso fare una legge che dice che dobbiamo essere tutti onesti, quella e’ un’indicazione che gia’ da’ il catechismo’. Cosi’ Giancarlo Lehner deputato di Popolo e territorio nella commissione Giustizia, commenta la recente legge anticorruzione approvata dal parlamento.

Onorevole Lehner, ultimamente i governi di regioni e province sono stati travolti dagli scandali, cosa cambiera’ negli Enti locali, dopo l’approvazione di questa legge? ‘Secondo me non e’ la terapia giusta contro il male. Questi enti, nati con nobili intenzioni, finiscono per diventare quasi sempre brodo di coltura clientelare e del virus della corruzione. Secondo me, quindi, non ha molto senso fare una legge che dice che dobbiamo essere tutti onesti, quella e’ un’indicazione che gia’ da’ il catechismo. La soluzione sarebbe estirpare il problema alla radice eliminando le province ed accorpando le regioni in quattro macroaree’.