Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2011: la Camera approva

24 settembre 2012 | Pubblicato in: News

L’Assemblea della Camera ha approvato sia il disegno di legge recante il rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per il 2011 (C5324-A) sia il ddl di assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2012 (C5325-A).
Nel corso delle dichiarazioni di voto sul Rendiconto, Pisicchio (Misto-ApI), anticipando il voto favorevole della sua componente politica, ha evidenziato il miglioramento dell‟andamento dei saldi in termini di competenza rispetto alle previsioni, unitamente ad un peggioramento dei saldi in termini di cassa. Voto contrario invece per Favia (IdV) cheha rinviato alle considerazioni già esposte dal collega Borghesi, con particolare riferimento all’iniqua azione svolta dal Governo Berlusconi e agli inasprimenti fiscali posti in essere dall’Esecutivo in carica. Stigmatizzata l’assenza di severe misure di contrasto all’evasione fiscale e alla speculazione finanziaria. Occhiuto (UdCpTP), dichiarandosi favorevole, ha espresso apprezzamento per il positivo andamento dei saldi in termini di competenza, pur dicendosi preoccupato per il peggioramento dei saldi in termini di cassa e per le criticità emerse sulla gestione dei residui. D’Amico (LNP), rivendicati alle politiche attuate dal Governo Berlusconi i positivi dati di competenza risultanti dal bilancio consuntivo, con particolare riferimento al risparmio pubblico e all’avanzo primario, ha però sottolineato le deleterie politiche fiscali poste in essere dal nuovo Esecutivo nell’ultima parte del 2011 e la “manovra di palazzo” che ha determinato la caduta del precedente Governo e il cambio di maggioranza politica. Contrario, dunque, il voto della sua parte politica.

Per il PD, Duilio si è espresso favorevolmente sui documenti in esame e ne ha evidenziati il miglioramento dei saldi di bilancio e l’elevato avanzo primario. Ha sottolineato le conseguenze della politica dei tagli lineari attuati dai precedenti Governi e ha auspicato la promozione della crescita del Paese, anche al fine di affrontare in modo adeguato la questione dell’equità sociale.

Baccini, per il PdL, ha rivendicato al precedente Governo il miglioramento dei principali saldi di bilancio registrati a consuntivo dell’esercizio finanziario 2011, e “alle meritorie politiche di risanamento della finanza pubblica” da esso attuate e proseguite con uguale efficacia dall’Esecutivo in carica. Ha dichiarato la necessità di un cambio epocale nella cultura economica globale, per superare gli attuali indici del benessere valorizzando oltre al PIL, le conquiste sociali e il no-profit quali criteri di affidabilità degli Stati.

Quanto al ddl di Assestamento, approvato nella seduta odierna, nel corso delle dichiarazioni di voto, Borghesi (IdV) ha espresso il voto contrario del suo gruppo, mentre per il Gruppo UdCpTP, Ciccanti si è rimesso all’intervento svolto in fase di discussione sulle linee generali dal deputato Occhiuto.

D’Amico (LNP), ricordando che gran parte delle spese sostenute dai Dicasteri sono destinate al personale, ha sottolineato la mancata considerazione di tale problema da parte del Governo che, inoltre, non ha dato compiuta attuazione al federalismo fiscale. Voto contrario, quindi, anche sul ddl di assestamento.

Favorevole, invece, il voto del PD, in nome del quale Marchi ha sollecitato il varo di misure indifferibili volte al rilancio del Paese, con particolare riferimento al credito di imposta per le imprese e alle modifiche al Patto di stabilità interno per favorire la spesa per investimenti degli enti locali. Soddisfazione ha manifestato per il superamento del rischio di default dello Stato e per la riduzione dello spread dei tassi di interesse sui titoli pubblici.

Per il PdL, Ceroni, riconosciuta la validità e l’efficacia della legge di riforma della contabilità di Stato varata nel 2009, ha sottolineato come il ddl in esame dimostri la prosecuzione dell’azione di risanamento della finanza pubblica che dovrebbe però essere orientata alla riduzione delle spese. Auspicate anche misure che favoriscano la crescita economica e gli investimenti utili ad incentivarla.

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