Spending review congiunta con dismissioni patrimonio pubblico

30 luglio 2012 | Pubblicato in: Finanza territoriale
Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo dell’Assemblea del Senato, convocata il 27 luglio, la discussione congiunta dei decreti sulla spending review (S. 3396) e sulle dismissioni del patrimonio pubblico (S. 3382) verrà avviata lunedì 30 luglio alle ore 11, per consentire alla Commissione Bilancio di concludere i suoi lavori.

Quanto alle modifiche approvate finora agli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 16 e 18, si illustrano quelle di cui sono attualmente disponibili i testi:

In particolare:

Art. 1 Riduzione spesa per acquisto beni e servizi e trasparenza procedure– le modifiche riguardano l’entrata in vigore delle norme sulla nullità dei contratti stipulati in violazione dei parametri di prezzo-qualità delle convenzioni; il Codice dei contratti pubblici, stabilendo che i criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non escludere le piccole e medie imprese. Modificati gli articoli del Codice dei contratti pubblici: 37 (Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di concorrenti); 41 (Capacità economica e finanziaria dei fornitori e dei prestatori di servizi); 75 (Garanzie a corredo dell’offerta); 113 (Cauzione definitiva). Fatta salva la possibilità di procedere ad affidamentiin alcune categorie merceologiche, anche al di fuori delle modalità disciplinate dall’articolo in esame. Modifiche anche alle disposizioni riguardanti le Convenzioni-quadro aggiuntive. Introdotti i nuovi commi 26-bis e 27, riguardanti, rispettivamente, la riduzione per il triennio 2013-2015 dei costi unitari per alcuni servizi informatici

Il nuovo comma 27 dispone la sospensione della concessione dei contributiprevisti dal Codice dei beni culturali (artt. 35 e 37), a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015.

Art. 2 – Riduzione delle dotazioni organiche delle PP.AA. – Nuove norme per il personale dell’Amministrazione civile dell’Interno e per gli organici delle forze armate. Nuove norme anche per i dirigenti. Norme sono previste per assicurare la funzionalità dell’assetto operativo conseguente alla riduzione dell’organico dirigenziale delle agenzie fiscali e per accelerare il riordino previsto dagli articoli 3 (incorporazione dei Monopoli di Stato e dell’Agenzia del territorio e soppressione dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico) e 4 (riduzione delle dotazioni organiche e riordino delle strutture del MEF e delle agenzie fiscali) del d.l. n. 87/2012.

Riviste anche le norme che disciplinano i compensi per gli amministratori con deleghe delle società partecipate dal MEF.

 

Art. 3 – Razionalizzazione del patrimonio pubblico e riduzione dei costi per locazioni passive – Diventa facoltativa la possibilità di concedere ad uso gratuito, alle Amministrazioni dello Stato, gli immobili di proprietà di enti locali e regioni.

Differito il termine da cui decorre la riduzione dei canoni di locazione passiva.

Con riferimento agli enti previdenzialiinseriti nel conto economico consolidato della PA, come individuate dall’ISTAT, e considerate le particolari condizioni del mercato immobiliare e la difficoltà di accesso al credito, si inseriscono norme per agevolare e semplificare le dismissioni immobiliari da parte di enti previdenziali.

Art. 9 – razionalizzazione amministrazioni – le norme non si applicano alle aziende speciali e alle istituzioni che gestiscono sevizi socio-assistenziali, educativi e culturali;

Art. 10 – Prefetture – le funzioni di rappresentanza unitaria sono assicurate anche con la costituzione presso ogni prefettura di un ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo Stato. Le singole funzioni logistiche e strumentali di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni statali sono esercitate da un unico ufficio.

Art. 11 – Scuole formazione – i regolamenti di riordino delle scuole di formazione sono adottati entro 120 giorni. Per il reclutamento e la formazione generica dei dirigenti e la formazione generica dei funzionari delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici non economici, si prevede la concentrazione (non più tendenziale) in una scuola centrale esistente;

Art. 14 – Riduzione delle spese di personaleAggiunti nuovi commi riferiti, rispettivamente al regime delle assunzioni di personale a tempo indeterminato delle aziende speciali create dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e personale docente del MIUR inidoneo all’insegnamento.

Art. 16 – Riduzione della spesa degli enti territoriali – Riscritte le norme riguardanti gli obiettivi del patto di stabilità interno delle Regioni a statuto ordinario. Nuove disposizioni affidano ad un decreto del MEF, sentita la Conferenza Stato-regioni, l’individuazione delle risorse a qualunque titolo dovute dallo Stato alle regioni a statuto ordinario, incluse le risorse destinate alla programmazione regionale del fondo per le aree sottoutilizzate, e l’esclusione di quelle destinate al finanziamento corrente del SSN e del trasporto pubblico locale.

Modificato il comma 12 innovando l’articolo 4-ter, del d.l. n. 16/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 44/2012 che disciplina, tra l’altro, il Patto di stabilità interno «orizzontale nazionale».

Nuove disposizioni attribuiscono per il 2012, alle regioni a statuto ordinario, alla regione Siciliana e alla Sardegna un contributo destinato dalle regioni alla riduzione del debito.

Il fondo per i piani di rientro dei comuni commissariati (ex articolo 14, comma 14-bis del d.l. n. 78/2010) è attribuito al Commissario straordinario del Governo per l’attuazione del piano di rientro dall’indebitamento pregresso. Le Regioni sottoposte al piano di stabilizzazione finanziaria(articolo 14, comma 22, del decreto-legge n. 78/2010) possono disporre, con propria legge, l’anticipo all’anno 2013 della maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di base prevista dall’articolo 6, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68.

Art. 18 – città metropolitane – si sancisce il potere dei comuni interessati di deliberare, con atto del consiglio, l’adesione alla città metropolitana o in alternativa a una provincia limitrofa. Lo statuto della città metropolitana può prevedere, su proposta del comune capoluogo, deliberata a maggioranza di due terzi, una articolazione del territorio in più comuni. La decisione è sottoposta a referendum.

Viene istituita la Conferenza metropolitana di cui fanno parte i sindaci dei comuni interessati e il presidente della provincia con il compito di elaborare e deliberare lo statuto della città metropolitana.

I componenti del consiglio metropolitano sono eletti, tra i sindaci e i consiglieri comunali dei comuni ricompresi nel territorio della città metropolitana, secondo le modalità stabilite per l’elezione del consiglio provinciale. Lo statuto metropolitano è adottato anche previo parere dei comuni.

Infine, Stato e regioni attribuiscono ulteriori funzionialle città metropolitane in attuazione dei principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza di cui al primo comma dell’articolo 118 della Costituzione.