Comuni, Filippeschi: “Aderiamo a manifestazione Anci a Venezia il 24 maggio

21 maggio 2012 | Pubblicato in: News
Il presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi fa un appello anche al Parlamento per le riforme istituzionali: “ma correggendo il tiro, quella del bicameralismo è deludente”.
“Siamo oltre ogni limite. Impera una gestione caotica e prevenuta. Verso i comuni, che hanno già dato molto, c’è una pressione sproporzionata che deprime l’economia e riduce le prestazioni fondamentali. Non ci stiamo.
Aderiamo alla manifestazione di Venezia, convocata dall’Anci per il prossimo 24 maggio. Vogliamo nuove regole per l’applicazione dell’Imu e del Patto di stabilità interno. Il centralismo senza riforme allontana i cittadini dalle istituzioni. Serve una svolta. Il governo Monti deve ascoltarci e spostare il tiro”.
Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che sintetizza le decisioni della riunione della presidenza e del coordinamento federale dell’associazione di via della Colonna Antonina svoltasi oggi a Roma presso il Centro Congressi di via Cavour.
Comuni, Filippeschi: "Aderiamo a manifestazione Anci a Venezia il 24 maggio

“L’Imu appare a tutti come una patrimoniale impropria – dice Filippeschi – imposta tramite i comuni, senza nessuna autonomia impositiva effettiva, con un taglio ulteriore dopo le manovre estive che grava sui bilanci. E tutto ciò in mezzo a gravissime incertezze di stima e conseguenti impossibilità di programmazione”.

“I servizi essenziali per le famiglie sono a rischio e gli investimenti sono in caduta libera per l’applicazione recessiva del Patto di stabilità, che provoca anche i ritardati pagamenti delle imprese. A questo si aggiungano i tagli alla spesa per le politiche sanitarie. Mentre ci sono insidie pesantissime per la gestione sei servizi pubblici a rete – aggiunge Filippeschi – con indiscriminate aperture al mercato. Ci sono dunque ragioni per una mobilitazione generale.

Legautonomie fa appello al Parlamento e alle forze sociali: si facciano le riforme, a partire da quelle istituzionali, ma correggendo il tiro: quella del bicameralismo è deludente e non risolve niente. E si applichi il rigore, con giustizia distributiva e nel rispetto della Costituzione, considerando le autonomie locali parte essenziale dello Stato e motori possibili di crescita”.