Spending review: il ddl arriva in Senato

10 maggio 2012 | Pubblicato in: News
L’obiettivo è ridurre la spesa pubblica di 4,2 miliardi nel prossimi sette mesi
E’ stato trasmesso al Senato il ddl del Governo “Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica” (S3284).
Spending review: il ddl arriva in Senato

ricordiamo che lo scorso 3 maggio il Presidente del Consiglio Monti ha emanato una Direttiva – che seguiva il Consiglio dei Ministri del 30 aprile in cui era stato esaminato il rapporto sulla spending review illustrato dal Ministro Giarda ed era stato approvato senza modifiche il decreto legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica – rivolta ad ogni amministrazione pubblica in cui si specificava che ciascun Ministro, con la collaborazione della struttura di supporto istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è chiamato a proporre un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmio per gli esercizi futuri. Tali progetti dovranno essere presentati entro il 31 maggio 2012. Inoltre, si dice nel documento, il Presidente del Consiglio dei Ministri assumerà, anche in assenza delle proposte, le conseguenti determinazioni. L’obiettivo indicato dal rapporto e dalla direttiva, che seguono l’approvazione del Documento di Economia e Finanza di mercoledì 18 aprile, è analizzare le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni, con la finalità di evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare alla crescita.

Secondo il rapporto, la spesa pubblica “rivedibile’’ nel medio periodo è pari a circa 295 miliardi di euro. A breve termine, la spesa rivedibile è notevolmente inferiore, stimabile in circa 80 miliardi. Nell’attuale situazione economica, il Governo ha ritenuto necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi, per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere. Questo importo potrebbe servire, per esempio, a evitare l’aumento di due punti dell’IVA previsto per gli ultimi tre mesi del 2012.

Una riduzione di 4,2 miliardi, da ottenersi in 7 mesi (1° giugno-31 dicembre 2012) equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo (80 miliardi).

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