FOCUS/ 16 giugno, arriva l’acconto Imu: i Comuni temono il caos

2 maggio 2012 | Pubblicato in: News
Il presidente Legautonomie Emilia Romagna e sindaco di Carpi, Enrico Campedelli: “E’ un vero casino”
Il settimanale di approfondimento tematico a cura di Legautonomie e Agenzia Dire si occupa questa settimana dell’IMU, la nuova imposta municipale unica.
Gli interventi di: Osvaldo Napoli, deputato Pdl e sindaco di Valgioie; Cesare Cava, esperto nazionale di finanza locale di Legautonomie; Michele Trovesi, avvocato tributarista di Bergamo; Enrico Campedelli, sindaco di Carpi e presidente Legautonomie Emilia Romagna; Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo.
FOCUS/ 16 giugno, arriva l'acconto Imu: i Comuni temono il caos

ROMA – La prima data da cerchiare sul calendario è il 16 giugno. E’ il termine dell’acconto Imu, l’imposta sugli immobili che torna ad alleggerire le tasche degli italiani dopo quattro anni di assenza. Per il 2012 i proprietari potranno scegliere se pagare l’Imu sulla prima casa in due o tre rate. La prima rata, appunto, scatta il 16 giugno e chi decide di pagare l’imposta in due tranches verserà il 50% del dovuto, calcolato sull’aliquota di base, in acconto e il restante entro il 16 dicembre. Per coloro che invece decideranno le tre soluzioni, pagheranno il 33% a giugno, il 33% entro il 16 settembre e il resto a dicembre. Come detto, gli acconti saranno calcolati sull’aliquota di base, il 4 per mille, mentre al saldo si applicherà l’addizionale stabilita del proprio comune. I comuni, infatti, hanno tempo fino al 30 settembre per alzare l’aliquota fino a un 2 per mille aggiuntivo. Il governo, inoltre, potrà fino al 10 dicembre ritoccare all’insù proprio le aliquote di base qualora le entrate delle prime rate fossero inferiori alle attese.

Il gettito complessivo previsto si aggira intorno ai 21 miliardi di euro. Di questi, i 3 miliardi della prima casa vanno esclusivamente ai Comuni, mentre i restanti 18 miliardi della seconda casa (più negozi, capannoni e quant’altro) vanno divisi a metà tra Stato e Municipi. Cambiano anche le agevolazioni. Le detrazioni sulla prima casa si applicano solo su una abitazione, quella dove dimora abitualmente la famiglia anche se i componenti del nucleo hanno residenze diverse. In presenza di separazione o divorzio sarà il coniuge che abita l’appartamento a pagare, anche se non è il proprietario. I comuni potranno esentare dall’Imu, ma a loro spese, l’immobile posseduto da anziani residenti nelle case di riposo. Esenti gli immobili inagibili colpiti dal terremoto dell’Aquila. Infine, cambia l’imposta di scopo, quella che inizialmente era stata definita come l’Imu bis. I comuni, di fatto, possono introdurla per finanziare la costruzione di opere, adeguando l’aliquota di riferimento all’Imu. I cittadini che il 16 giugno dovranno mettere mano al portafogli potranno pagare tramite F24 o bollettino postale.

CASSE COMUNALI: CHE COSA ACCADRÀ CON LA RATEIZZAZIONE DELL’IMU? – Lo abbiamo chiesto a CESARE CAVA, segretario Legautonomie Toscana: “La rateizzazione di per sé è solo una soluzione demagogica che scontenterà tutti- risponde- in questo modo si complicheranno i conteggi e sarà più difficile fare gli accertamenti per i comuni. Anche per le famiglie non sarà facile, soprattutto per quei cittadini che hanno più di un’abitazione, che si troveranno di fronte a pagamenti in due rate oppure in tre rate, in base all’immobile, con ulteriore conguaglio a dicembre. Con l’introduzione delle tre rate poi, si riducono le entrate per gli Enti Locali, nel mese di giugno in cui scadono i mutui, creando evidenti difficolta nella gestione dei flussi finanziari. Il principio di semplificazione, che dovrebbe essere un baluardo del governo, in questo modo rischia di essere sostituito da scelte poco efficaci che tenderanno a moltiplicare gli adempimenti”.

Cosa chiede al governo Legautonomie?

“Ci vuole più fiducia nei sindaci. Agli occhi del governo, talvolta, i sindaci sembrano come un problema da risolvere. In questo modo spesso vengono fatte scelte non condivise o dettate da emendamenti affrettati e estemporanei. I sindaci, invece, sono parte della soluzione. Ci vuole un cambio culturale da parte dello stato centrale, garantendo equità e semplificazione. Se il tributo è definito ‘imposta municipale propria’ perché lo Stato continua a compiere scelte gestionali e regolamentari, espropriando il diritto dei Comuni a adottare possibili scelte di equità e di semplificazione?”.

Se il governo dovesse tirar dritto per la sua strada, quali conseguenze ci sarebbero? Come se ne potrebbe uscire?

“Le conseguenze che derivano da scelte talvolta improvvisate e conseguenti ad emendamenti non sempre approfonditi ed opportuni, sono facilmente visibili su tutti gli organi di stampa, con cittadini-contribuenti che sono condizionati da una generale confusione sui tempi, sulle modalità e sull’entità dell’imposta dovuta. E’ quindi necessario uscire da questa nebulosa confusione fiscale, garantendo ai singoli Comuni il diritto alla potestà regolamentare, prevista dall’art. 52 del D.Lgs. 446/1997. L’imposta è infatti comunale, soltanto se la potestà regolamentare è di competenza degli Enti Locali altrimenti i sindaci rischiano di svolgere un semplice compito di esattori per conto dello Stato”.

IL TRIBUTARISTA: “SITUAZIONE COMPLICATA” – “Per i Comuni l’Imu influisce negativamente, sia per quanto riguarda il controllo del gettito, sia per quanto riguarda il flusso stesso. La situazione, mi creda, si complichera’ terribilmente” risponde MICHELE TROVESI avvocato tributarista di Bergamo, intervistato dalla Dire sul problema Imu. “Per essere piu’ chiari: è una buona idea rateizzare l’Imu?
Direi di no, anche se naturalmente capisco che per alcune fasce di cittadini possa rappresentare un sollievo. L’intera operazione andava ponderata meglio” sottolinea Trovesi. Dall’alto della sua esperienza di tributarista, i comuni riusciranno a ‘sopravvivere’ in questo modo o dichiareranno il default? “Certamente vivranno una situazione molto difficile. Tra patto di stabilita’ e questa formulazione dell’Imu, hanno subito due grosse botte. Qualcuno mi deve ancora spiegare perche’ in passato siamo stati tanto tempo a parlare di autonomia impositiva, federalismo, riforma degli enti locali, se poi si delinea un tributo dalla natura ‘anfibia’, ibrido quanto a contenuti e soprattutto quanto a ripartizione di competenze, tra stato e comuni”

Vede una via di uscita?

“Se ne può uscire con un codice che assembli organicamente l’intero sistema fiscale e che insieme, riconfiguri la fiscalita’ locale. Era un vecchio progetto dell’ex ministro Tremonti, che poi non fu mai attuato e sinceramente non vedo altre vie d’uscita”.

CAMPEDELLI: “E’ UN VERO CASINO” – “I comuni capiranno solo molto tardi l’introito che arrivera’ dall’Imu. Diciamolo pure: e’ un vero casino, stiamo parlando di un procedimento che rendera’ la situazione molto caotica senza contare il fatto che il governo sovrastima i dati con delle cifre, o almeno cosi’ emerge, molto piu’ alte delle nostre”. Parola di Enrico Campedelli, sindaco di Carpi e presidente Legautonomie Emilia Romagna) che, intervistato dalla Dire, rilancia: “Il governo ha fatto uno sbaglio. Serviva, semplicemente, maggiore chiarezza. Su quali basi si fanno riforme del genere? Il parlamento le puo’ pure approvare ma poi dovrebbero fare in modo che i buchi di bilancio comunali li paghi lo Stato. Adesso abbiamo un bel problema. Ci sono comuni che sono gia’ nel caos piu’ totale e a fine giugno diventera’ un vero e proprio casino”. Insomma, conclude Campedelli “bisognera’ rivedere le aliquote e sinceramente non si capisce come sia stato calcolato il fondo imponibile”.

GASPARINI: “DIFFICOLTA’ DI OGNI GENERE” – Per Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo, intervistata dalla Dire, la partita Imu “è una limitazione dell’autogoverno dei sindaci molto rilevante, che portera’ difficolta’ di ogni genere, a partire da quelle di cassa. L’Imu cosi’ va rivista in maniera sostanziale. Vi calano queste cose dall’alto…
“Noi chiediamo al governo di lasciarci lavorare, di riconoscere la nostra autorevolezza in materia. Quello che e’ successo negli ultimi anni e’ stato drammatico e per i comuni, in questo contesto di crisi globale, hanno margini di lavoro difficilissimi. L’Imu deve rimanere interamente comunale”.

Ma se non ci saranno cambiamenti?

“Allora sarebbe quasi impossibile rimanere credibili di fronte ai cittadini. Alla fine, siamo noi quelli che ci mettiamo la faccia, quelli che si prenderanno le botte in prima fila e ancora non sappiamo neanche quale sara’ la soluzione finale del governo”.

NAPOLI: ” I COMUNI SOFFRIRANNO” – “Guardi, i comuni sicuramente soffriranno, ma io la rateizzazione dell’Imu la vedo come una decisione positiva. Anche perche’ i cittadini non hanno i soldi per pagare tutto in un colpo solo in questo momento. Cosa possiamo chiedergli se non hanno nulla in questo momento di crisi? La rateizzazione e’ una scelta positiva non un problema. Il problema vero e’ un altro…” risponde all’agenzia Dire il deputato Osvaldo Napoli (Pdl), anche sindaco di Valgioie, e lo spiega: “Il vero problema per noi è il patto di stabilita’.
La vera palla al piede dei comuni. Si vuole parlare di sviluppo e di crescita, ma se un sindaco non ha la facolta’ di sbloccare dei finanziamenti importanti in un momento di crisi come questo non risolveremo il problema”.