Pareggio di bilancio in Costituzione: Camera conclude esame

1 dicembre 2011 | Pubblicato in: News
L’Assemblea della Camera ha approvato i cinque articoli del disegno di legge costituzionale per l’introduzione nella Costituzione del principio dell’equilibrio di bilancio. Nel pomeriggio, a partire dalle 16, sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale.
 

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, è intervenuto in Aula annunciando il parere favorevole del Governo ai testi elaborati dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera per superare alcune perplessità emerse durante l’esame del ddl.

Nella formulazione proposta dalle Commissioni, l’articolo 81 prevede che lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico e che il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Si è anche eliminato il riferimento al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, che è stato inserito nell’articolo 97 della Costituzione, dove viene sancito, come principio generale, quello secondo cui “le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”. La modifica dell’articolo 97 ha la funzione di generalizzare l’obbligo di equilibrio di bilancio, rendendolo valido per tutte le pubbliche amministrazioni della Repubblica.

Infine, ha proseguito Giorgetti, si prevede l’istituzione presso il Parlamento, di un organismo indipendente cui siano attribuiti compiti, analisi, verifiche e valutazioni in materia di finanza pubblica, recependo, in questo modo, la direttiva sui quadri di bilancio recentemente adottata nell’ambito dell’Unione europea. L’organismo ha natura esclusivamente tecnica, non politica, e in tale prospettiva vanno valutati i compiti ad esso attribuiti. Viene anche ribadito l’affidamento alle Commissioni parlamentari competenti delle funzioni di controllo della finanza pubblica, sottolineando la centralità del ruolo che il Parlamento è chiamato ad esercitare in questo settore.

L’altra rilevante modifica proposta è la soppressione dell’articolo 2 del «testo A», e quindi della previsione di una facoltà della Corte dei conti di promuovere il giudizio di legittimità costituzionale di una legge per la violazione dell’obbligo di copertura finanziaria di cui al terzo comma dell’articolo 81.

E’ stato poi illustrato l’articolo 4-bis relativo alla disciplina di dettaglio che non modifica la Costituzione, pur tracciando il quadro della riforma; si ribadisce, tra l’altro, che nei casi nei quali le Camere possano autorizzare il ricorso all’indebitamento esse debbano altresì prevedere un piano di rientro. È, inoltre, previsto che la legge rinforzata definisca il limite massimo degli scostamenti negativi cumulati rispetto alle previsioni, al superamento del quale si dovrà intervenire con specifiche misure di correzione. Inoltre non si fa più riferimento alle funzioni fondamentali degli enti territoriali. Il relatore ha voluto sottolineare che, da un lato, le regioni e gli enti locali sono chiamati a raggiungere un equilibrio di bilancio in termini nominali, senza tener conto degli effetti del ciclo economico, e che, dall’altro, agli enti territoriali è attribuito il gettito di entrate fortemente influenzate dall’andamento del ciclo stesso.

Le Commissioni non hanno ritenuto di accogliere la proposta che gli enti territoriali partecipino agli oneri derivanti dalle sanzioni comminate dalla Corte di giustizia europea a causa delle leggi regionali. Tuttavia, la lettera d) del comma 2 dell’articolo 4-bis che si intende introdurre rimette alla legge rinforzata il compito di individuare le modalità attraverso le quali gli enti territoriali concorreranno alla sostenibilità del debito pubblico.

Nella lettera e) del comma 1 dell’articolo 4-bis si fai riferimento espressamente a regole della spesa che consentano di salvaguardare gli equilibri di bilancio e la riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo.

Infine, ha proseguito il relatore, si prevede l’istituzione presso il Parlamento, di un organismo indipendente cui siano attribuiti compiti, analisi, verifiche e valutazioni in materia di finanza pubblica, recependo, in questo modo, la direttiva sui quadri di bilancio recentemente adottata nell’ambito dell’Unione europea. L’organismo ha natura esclusivamente tecnica, non politica, e in tale prospettiva vanno valutati i compiti ad esso attribuiti. Viene anche ribadito l’affidamento alle Commissioni parlamentari competenti delle funzioni di controllo della finanza pubblica, sottolineando la centralità del ruolo che il Parlamento è chiamato ad esercitare in questo settore.

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